L'audio SALA VAR-SOZZA: "se c'è rigore competenza esclusiva dell'arbitro di campo"
Diffusi i dialoghi tra il Centro AIA di Lissone (Monza e Brianza) e il "Via del Mare"
MILANO - Contatto troppo lieve per un richiamo al monito dell'arbitro di campo, Di Paolo della Sezione AIA di Teramo, il responsabile della Sala VAR, dal Centro AIA di Lissone (Monza e Brianza) non se l'è sentita di richiamare Sozza di Milano per valutare l'assegnazione alla Cremonese del calcio di rigore del possibile pareggio in pieno recupero, nell'ultimo Lecce-Cremonese di domenica.
Ed è un errore, secondo la Commissione di valutazione degli arbitri, che comunque, al di là degli aspetti procedurali seguiti o meno, ha invece notato eccome l'ipotetico fallo di Jean ai danni di Sanabria, visibile soprattutto da altre inquadrature chiarificatrici e non utilizzate per la valutazione immediata.
Ma intanto appunto per la valutazione immediata del contatto tra il difensore francese e la punta paraguaiana della Cremonese è bastato il giudizio dell'arbitro di campo, quindi niente rigore.
A spiegarlo è stato uno dei componenti della CAN di A e B Tonolini della Sezione AIA di Milano, nel corso della puntata di “Open VAR” realizzata a compendio dei casi arbitrali più dibattuti nell'ultimo fine settimana.
Il giudizio di Sozza è stato dunque considerato sufficiente per valutare l'episodio secondo la Sala VAR, non in possesso evidentemente di immagini più chiare sul contatto basso Jean-Sanabria, “discutibile”, si è lasciato scappare Tonolini, ma che è rimasto in capo al potere decisionale dell'arbitro.
L'azione, ha sottolineato Tonolini, nasce poi da un calcio di punizione fischiato in favore della Cremonese per un fallo di Cheddira lanciato in campo aperto e che non c'è.
Pur tuttavia, fuori da tutte queste valutazioni rese pubbliche, come vi abbiamo raccontato già ieri l'AIA ha classificato l'episodio chiave di Lecce-Cremonese come un errore di tutti gli attori arbitrali, dall'arbitro alla Sala VAR: il rigore c'era, al di là della catena decisionale e procedurale espressa tra il “Via del Mare” e il “VAR Center”. Lo chiariscono numerose immagini valutate poi con tutta calma dai vertici della CAN di A e B.


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