OLTRE LA RISSA LA BEFFA: chiuso per 20 giorni il locale che aveva aiutato le indagini
I titolari avevano collaborato sin da subito con le forze dell'ordine per individuare i responsabili di una maxi-rissa
OTRANTO - Prima il caos, la paura e i danni provocati dalla maxi-rissa di Pasqua. Poi l'immediata collaborazione con le forze dell'ordine per aiutare le indagini. La risposta dello Stato è stata la chiusura forzata del locale per 20 giorni.
E' il paradosso che sta facendo discutere la comunità di Otranto, dopo il provvedimento notificato dalla Polizia ai titolari di “Oriente Spiriti e Mente”, un noto locale di Piazza Castello finito senza volerlo al centro dei disordini avvenuti il 5 aprile scorso.
Quella sera, durante un evento musicale, 30 persone circa si picchiarono tra l'interno e l'esterno del locale, dando vita a un fuggi fuggi che seminò il panico in tutti i vicoli della “movida”. Tavoli e sedie distrutti, clienti costretti ad andare via correndo per paura di essere coinvolti negli scontri.
Nel corso dei tentativi di separare i partecipanti alla rissa addirittura anche un pugno per uno dei titolari del locale, che immediatamente avrebbero fornito collaborazione agli investigatori per individuare i responsabili dei disordini, riconoscendo anche qualcuno di loro direttamente col contributo delle immagini di videosorveglianza.
Un supporto decisivo ad individuare in tutto 9 persone che sono state denunciate per rissa e danneggiamento aggravato.
Nonostante tutto questo il Questore di Lecce ha disposto la sospensione della licenza per 20 giorni, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica.
La decisione ha inevitabilmente suscitato polemiche e acceso il dibattito nella comunità idruntina: da una parte ci sono 9 denunciati che non hanno avuto nessuna conseguenza al momento delle loro azioni e ora si rifugeranno in eventuali lunghe beghe legali e processuali, dall'altra chi ha collaborato al raggiungimento della verità è stato colpito con la chiusura dell'attività per 20 giorni.


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