Cronaca

OLTRE LA RISSA, LA BEFFA: chiuso per 20 giorni il locale che aveva aiutato le indagini

I titolari avevano collaborato fin da subito con la polizia consegnato i video delle telecamere dopo la maxi rissa di Pasqua a Otranto

20.05.2026 17:29

OTRANTO – Prima il caos, la paura e i danni provocati dalla maxi rissa di Pasqua. Poi la collaborazione immediata con le forze dell’ordine per aiutare le indagini. Infine, la chiusura forzata del locale per venti giorni.

È il paradosso che sta facendo discutere a Otranto dopo il provvedimento notificato dalla polizia ai titolari di “Oriente Spiriti e Mente”, il noto locale di piazza Castello finito al centro dei disordini avvenuti lo scorso 5 aprile.

Quella sera, durante un evento musicale molto partecipato, circa trenta persone si affrontarono tra l’interno e l’esterno dell’attività dando vita a una violenta rissa che seminò il panico nella movida otrantina. Tavoli e sedie distrutti, clienti costretti a fuggire per paura di essere coinvolti negli scontri.

Nel corso dei tentativi di separare i partecipanti agli scontri, uno dei due titolari sarebbe stato anche colpito con un pugno al volto, tanto da dover ricorrere alle cure mediche con relativo referto. I gestori fin da subito avrebbero fornito piena collaborazione agli investigatori, denunciando l'accaduto e consegnando spontaneamente i filmati delle telecamere di videosorveglianza e contribuendo al riconoscimento di alcuni dei soggetti coinvolti nella rissa.

Un supporto ritenuto importante per consentire alla polizia di ricostruire rapidamente quanto accaduto e identificare nove soggetti poi denunciati per rissa e danneggiamento aggravato. Nonostante ciò, il questore di Lecce Giampietro Lionetti ha disposto la sospensione dell’attività per venti giorni attraverso un provvedimento cautelare previsto dall’articolo 100 del Tulps, misura adottata per ragioni di ordine e sicurezza pubblica.

La decisione ha inevitabilmente acceso il dibattito tra chi ritiene indispensabile un intervento duro per garantire sicurezza nella movida e chi, invece, sottolinea come il locale abbia collaborato attivamente con gli investigatori fin dai primi momenti successivi alla rissa, finendo però per pagare le conseguenze dell’accaduto mentre i soggetti denunciati, almeno per ora, non hanno subito alcun provvedimento analogo.

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