AMORIM SENZA FILTRI: "Vinto con fluidità, il Lecce è differente da noi".
Il tecnico portoghese promuove i suoi dopo il 3-0 per gestione totale della gara, riscatto europeo e vetta a -2, con un plauso speciale per la prova tattica contro i blocchi bassi.
MILANO - Il successo netto e rotondo sul Lecce ha rimesso la formazione rossonera in piena scia per la vetta della classifica, cancellando prontamente le scorie e la delusione della caduta europea contro il Benfica.
A fare il punto in casa rossonera, analizzando la prova di forza contro i salentini, la gestione tattica del gruppo, le risposte avute dagli uomini chiave e il cammino in campionato è stato nel post partita il tecnico Ruben Amorim.
Ecco le sue parole, leggiamole insieme.
La partita - “Sono contento della prestazione dei miei ragazzi. Abbiamo controllato bene, difeso bene, capito chi c'era davanti. Sono contento per le corse dietro e nello spazio e la fluidità. Risposte? Abbiamo molto da fare, stiamo crescendo, stiamo imparando dalle difficoltà delle ultime partite. Siamo stati bloccati, oggi abbiamo giocato sì con una struttura ma con più libertà”.
Valore del Lecce - “Oggi abbiamo vinto con una buona squadra, ma differente da noi. Dobbiamo essere equilibrati nel giudizio, chi è davanti ha un po' di gap. Meritavamo più punti, con la Lazio potevamo vincere e con la Juventus abbiamo subito gol a 30 secondi dalla fine”.
Modric - “E' pronto a giocare ogni partita che deve giocare, indipendentemente dalla fisicità. Se trasformiamo la partita in transizioni non è una buona partita per lui, come quella contro la Lazio. Con gare come questa, con blocchi bassi, possiamo utilizzarlo al meglio. Sono partite fatte apposta per lui”.
Adattamento - “Io sento i giocatori, ma ogni giocatore spinge per giocare in un modo che esalta le proprie caratteristiche. Decido però sempre io. Ho imparato questa cosa ai tempi del Manchester United. Ogni tanto non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in una certa maniera, ci dobbiamo adattare. L'importanza è avere più modi di giocare, specialmente in Italia dove ci sono tecnici molto bravi a cambiare le caratteristiche e a prendere le squadre uno contro uno”.


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