STICCHI DAMIANI: "impresa titanica. Vorrei continuità, vorrei continuare con Corvino e Di Francesco"
Le parole del Presidente del Lecce dopo questo Lecce-Genoa e la festa salvezza
Buone abitudini - “Non possiamo e non dobbiamo abituarci alle eccezionalità di questo cammino, un giorno ci renderemo conto delle pagine che stiamo scrivendo. Ci apprestiamo a partecipare al 5° campionato di A di fila, dove noi continueremo a rappresentare cose anacronistiche rispetto ai tempi. Presidente tifoso, area tecnica di leccesi, soci leccesi, cose fuori dagli schemi. Ci misureremo con altri colossi finanziari, lo faremo a modo nostro come abbiamo scritto sulla maglia celebrativa di questa impresa titanica. Faremo la A nel nostro territorio, con uno stadio nuovo e un popolo che cresce a dismisura. Non trattiamo tutto questo come cose normali, sono cose eccezionali”.
Vigilia difficile - “E' stata lunga, difficile, venivamo da una impresa cruciale come quella di Reggio Emilia, ma abbiamo affrontato 90 minuti durissima, con il Genoa che ha sempre provato a pareggiarla e noi un po' stanchi, nella morsa di una tensione che divorava anche lo stadio. Non ho pensato mai al Como, ho chiesto di non mettere gli aggiornamenti sul tabellone luminoso, la salvezza doveva passare da noi”.
I momenti difficili - “Dopo le sconfitte con Atalanta e Bologna avevamo fatto male, non mi è piaciuto l'atteggiamento e lo spirito arrendevole. Poi abbiamo risposto, ci siamo compattati come sempre e abbiamo cercato di mettere fuori tutto quel che avevamo dentro. C'è un altro tema, poi, lo spostamento forzato a Acaya a stagione in corso per la trasemina del terreno di gioco di Martignano. Volevo riportare al più presto il Lecce al Centro Tecnico, nella casa di Martignano, dove si lavora e basta. Il centro sportivo porta punti, da quando siamo tornati lì siamo girati meglio sino al finale”.
Futuro - “Dopo la partita con il Sassuolo ho pranzato con Corvino a Gallipoli. Abbiamo parlato del futuro, di tante altre cose che si possono migliorare. Il suo rinnovo non è stato un gesto d'impeto, credo sia stata la cosa giusta come riportarlo a Lecce 6 anni fa. Ero fortemente convinto di questo e continuo ad esserlo. Ha fatto 6 stagioni strepitose, io ho dato un segnale tangibile a lui e Trinchera per continuare. Sarà bello ora ragionare a freddo, spero che si potrà andare avanti in continuità”.
Di Francesco - “Sono felice per lui, ci siamo abbracciati ed eravamo commossi. Veniva da un paio di ingiustizie sportive, che l'hanno segnato. Meritava questa gioia. Il calcio ci mette poco a catalogarti e lui con una 3° retrocessione finiva marchiato a vita. Questa salvezza vale tanto per il Lecce ma sono felice anche per l'uomo Di Francesco, che si è rialzato professionalmente e ha vinto la sua sfida”.
Pensieri da “gruppo” - “Non si è mai risparmiata gente come Fruchtl, che aveva davanti Falcone che non salta mai 1 minuto, poi Sala, Fofana, gente che ha avuto meno spazio del suo valore come Konan N'Dri. Eppure tutti hanno vissuto con il sorriso, questo gruppo è stato uno dei migliori della nostra gestione”.
Il modello Lecce - “Noi rispettiamo le regole, tante volte ho rosicato quando ho perso partite contro squadre che ora sono sparite, che hanno avuto penalizzazioni sportive, che hanno giocato campionati con gente che non potevano comprare e pagare. Siamo consumati e logorati dopo tante stagioni vissute impari, soli con la nostra gente contro tutto e tutti. In questo calcio dove non tutti rispettano regole e comportamenti noi riusciamo a fare scalate titaniche che valgono come vincere 4 scudetti di fila”.
Per Fiorita - “La sua storia ci accompagna da quel maledetto giorno. E' un elemento che ci ha reso più forti. Quando affronti una tragedia simile o ti arrendi o trovi le forze dove non ci sono. Graziano ci protegge da lassù, lo percepiamo costantemente”.
Ancora sul gruppo - “Questo è stato straordinario, figlio di scelte che non tutti possono capire da fuori. Ci sono calciatori che per personalità possono essere controproducenti, non voglio dire mele marce, ma controproducenti, e ce ne siamo privati. Magari gente che giocando meno reagiva in modi che davano fastidio al resto del gruppo. L'abbiamo sistemato, anche in corso d'opera, e questo gruppo è stato stratosferico. Io sono legato ai ragazzi della C, appena arrivato, ma questi ragazzi meritano un posto d'onore”.
Numeri eccezionali - “38 punti, 10 partite senza subire gol con Falcone. E abbiamo fatto il campionato senza Berisha, senza Sottil, senza dare respiro ad alcuni elementi difensivi e di centrocampo che sono arrivati stremati alla fine. Al meglio delle nostre possibilità potevamo fare ancora di più”.
Il rinnovo automatico del mister - “Non è soltanto una questione di contratto, ci siamo trovati bene. Passata l'emotività parleremo dei programmi comuni, tutto resta possibile, parleremo tra persone serene. Varrà con lui come con tutti. Quando fischia l'arbitro la fine si ottiene un risultato e dal giorno dopo non c'è nulla di scontato. Il Lecce è oltre gli uomini, anche oltre il suo stesso Presidente”.
Il futuro di Falcone - “Il capitano era già in partenza lo scorso anno, ogni anno fa le sue uscite legittime in cui pensa alla possibilità di misurarsi altrove, lo meriterebbe. Aveva questa idea anche in ritiro, dove era convinto di andar via e poi ha invece sposato con entusiasmo la sfida delle 4 salvezze di fila, trovando gli stimoli per ricominciare di nuovo. Anche nella prossima estate quel che accadrà sarà nel bene del Lecce. Vorrei ragionare con tutti in termini di continuità, dal DS al mister ai protagonisti ma ovviamente devo vedere cosa mi diranno loro”.


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