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LA VIGILIA. IL "DERBY" DI SESA, l'intervista a SoloLecce.it: "Lecce salvo col suo 12° uomo in campo, i tifosi"

L'ex Lecce e Napoli ripercorre i suoi anni nel Salento e sotto il Vesuvio: l'intervista

14.03.2026 10:47

LECCE - A poche ore dal confronto tra Napoli e Lecce di scena oggi al “Maradona” alle 18 l'ex di entrambe le squadre David Sesa parla con SoloLecce.it.

Tra ricordi personali, il confronto tra 2 piazze del Sud, tra le poche della A, il legame con i tifosi, l'ex numero 7 giallorosso ripercorre il suo vissuto soprattutto leccese, territorio dove ha ancora profonde radici e una famiglia che vive “nel pallone”, con il cognato Antonio Del Vescovo che nei prossimi giorni dopo aver fatto il calciatore come lui adesso inizierà il corso da Direttore Sportivo.

Ecco le parole di Sesa ai nostri taccuini.

Anni leccesi - “Sono stati meravigliosi, con la promozione in A e la salvezza conquistata con il cuore. 2 stagioni piene di successi e ricordi, nel cuore porto il gol di Lecce-Inter che arrivò in un momento delicatissimo della stagione e ci regalò probabilmente 3 punti fondamentali, decisivi nel percorso salvezza” (NEL VIDEO SOTTO DAL CANALE YOUTUBE “LECCE CALCIO STORY”).

Lecce e Napoli - “2 piazze del Sud molto importanti, con ambizioni diverse, budget diversi, ma uguali passioni popolari. Il Napoli con De Laurentiis è tornato grande, vince gli scudetti, il Lecce cerca sempre i suoi scudetti, la salvezza. Ma io considero il Lecce come un club di spicco, fare la B per vincere e la A a salvarsi è comunque un privilegio di poche piazze e il Lecce fa sempre al massimo questo percorso. Ora ha superato tutti i record di permanenza in A e può consolidarsi, nel caso in cui arriverà nuovamente la salvezza sarà un momento di crescita ulteriore per un futuro ancora più certo in A”.

L'effetto “Via del Mare” - “Il pubblico è fantastico, trasmette qualcosa di unico al mondo. E' davvero il 12° uomo del Lecce. La squadra ha dietro una provincia e un territorio intero che spinge, che ama i colori, anche a tanti chilometri di distanza. Ricordo le passeggiate in città, il calore dei tifosi a ogni angolo, l'incitamento a segnare, l'amore che hanno tutti per questi colori. Parliamo di cose uniche e genuine”.

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