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BARONI, "COMANDANTE" severo di un Lecce felice: "ho preso a calci la macchina nuova di Baschirotto. Così resta umile"

Le parole del tecnico del Lecce dopo Lecce-Atalanta: la sua analisi





LECCE - Marco Baroni si toglie la 1° soddisfazione in A davanti al suo pubblico battendo una delle squadre più forti del panorama calcistico italiano e non solo, l'Atalanta di Gasperini.

Al “Via del Mare” come sappiamo tutti finisce 2-1, ecco le parole del tecnico del Lecce a fine gara.

Prestazione - “C'è da elogiare tutti, non solo per la vittoria ma per l'atteggiamento. Lavoriamo durante la settimana e faccio i complimenti anche a chi non ha giocato. Abbiamo la compattezza che serve per affrontare questa categoria. Abbiamo fatto una prestazione straordinaria ma non si poteva mollare mai un passo, basta una piccola disattenzione per prendere gol da squadre simili”.

Aggressività, Lecce alto - “Siamo alla 14° giornata e secondo me abbiamo sbagliato pochissime partite. Abbiamo fatto la 1° in A con l'Inter senza centrali difensivi e l'abbiamo persa sull'ultimo pallone, poi da lì conoscete la storia del nostro campionato e anche alcuni episodi sfavorevoli. Continuiamo a lavorare senza cambiare niente di noi. Poi in A ci vuole fede da parte di tutti, anche nei momenti difficili che ci sono bisogna avere fede, credere in sé stessi”.

Classifica - “Non è ora di guardarla, era importante vincere perché non era ancora mai successo davanti al nostro pubblico. Era un dolore fisico non aver vinto una partita qui. I ragazzi hanno dato una bella emozione a 25mila spettatori di mercoledì in orario lavorativo”.

Stanchezza ko - “E' solo una questione di testa la stanchezza. Ci sono tanti campionati in cui si gioca ogni 3 giorni, se vai forte e aggredisci l'avversario la stanchezza diminuisce. La strada è solo questa, continuare a credere in quel che facciamo. E accadono anche situazioni come questa in cui abbiamo battuto una squadra forte, fortissima in trasferta dove aveva subito meno reti di tutti e fatto più punti di tutti o quasi”.

I singoli, Di Francesco e Baschirotto - “Di Francesco è stato spesso penalizzato dalle scelte, ma ci offre tanta qualità e capacità tecniche. Baschirotto è un ragazzo che ha fame, mi sono preoccupato in settimana perché si è comprato la macchina nuova. Per riportarlo sulla Terra le ho dato un calcio per rovinarla..., così nessuno si monta la testa”.



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