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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





LECCE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagine poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da prendere non troppo sul serio…, mi raccomando!

FALCONE - Pomeriggio sorprendentemente soft, chiude quando serve, all'inizio su Zapata, poi non crede ai suoi occhi: l'attacco super della “Dea” ha le polveri bagnate e la difesa del suo Lecce è di marmo. VOTO 6.5.

GENDREY - Si perde la diagonale sul 2-1 dell'Atalanta, si perde male Koopmeiners lasciandolo solo davanti alla porta a dieci dalla fine. Fortunatamente all'avversario viene in testa un pallonetto da calcetto al giovedì per fare il bullo con gli amici. E Falcone è salvo. Messe insieme queste due sbavature niente male Baroni lo toglie via. VOTO 5.

UMTITI - Coraggio, ardore e eleganza nel finale. Prende in giro un paio di atalantini mandandoli al bar con una finta di corpo. Intelligenza superiore. VOTO 6.5.

BASCHIROTTO - Piange lui, figuriamoci noi. Che partita! Segna, non fa segnare, scivola, anticipa, combatte, si butta, salva da terra allontanando con l'ultima unghia su Maehle, si fa sorprendere con Pongracic sull'infilata per Zapata ma il fatto che ciò non sia determinante ai fini del risultato lo manda dritto dritto in “Paradiso”. Dove si sente lui adesso, commosso come un bambino felice partito dall'oratorio. E' la storia bella che tutti avremmo voluto vivere. E adesso vogliamo Baschirotto in Nazionale. Punto. VOTO 8.

PONGRACIC - Costituisce con Baschirotto una coppia di assassini implacabili. Sarà difficile per le migliori polizie scientifiche del mondo beccarli in flagrante. Qualcosa in meno per come Zapata gli passa in mezzo sul 2-1, ma non sarebbe Zapata altrimenti, un attaccante top-player del campionato. VOTO 7.

GALLO - Mette il lucchetto alla sinistra, gioca un'altra partita imperiale. VOTO 7.

BLIN - Prestazione di grandissima sostanza in mezzo a un centrocampo mostruoso, quello atalantino. De Roon, Pasalic e compagnia sono acqua fresca per i muscoli e l'intelligenza del francese. Esce quando non è rimasta neppure una goccia di energia: giocatore simbolo, ha dato l'anima. VOTO 7.5.

BISTROVIC - Muscoli nel finale. Qualche buon intervento, poche sbavature. VOTO 6.

HJULMAND - Giganteggia. Chi ha fatto le convocazioni Mondiali della Danimarca dovrebbe fare come Fantozzi quando scrive l'addio alla Pina, ossia rincorrere il camion dell'ufficio postale e stracciare via la lista, scrivendo ben chiaro Hjulmand, Hjulmand, Hjulmand. VOTO 8.

GONZALEZ - Lascia le briciole al centrocampo avversario, mettendoci intelligenza, tecnica, cuore, polmoni, soprattutto tanti polmoni. Avvocato difensore del raccattapalle aggredito nel finale da Maehle lo fermano prima che possa sbranare da solo tre o quattro atalantini. Sangue bollente, pure troppo, però perché non dire la verità: la scenetta da 3° Categoria con cui le promette più volte col dito puntato al danese appena l'arbitro avrà fischiato la fine ha fatto salire il livello di testosterone dei 24mila del “Via del Mare”. Orgasmico. VOTO 7.5.

STREFEZZA - Siamo sempre convinti che per generosità abbia accelerato troppo da quell'infortunio di inizio stagione. A volte frenato. Gioca in un fazzoletto, detta passaggi sublimi, si infila, conclude un paio di volte (una a gioco fermo per un fuorigioco di Di Francesco). Insomma, c'è, per esserci c'è, ma è ancora un po' indietro fisicamente. Resta la chiave di volta del Lecce, eh: sia ben chiaro. VOTO 6.5.

OUDIN - Questa volta non è ubriaco ciucco di Bordeaux d'annata, come con l'Udinese: entra tosto, ripiega, tira rendendosi pericoloso. Dà sostanza fisica, quella che manca a Strefezza nei finali. VOTO 6.5.

COLOMBO - Prezioso, fa la punta vera, crea spazio, sovrappone, fa belle sponde. Manda in porta Di Francesco finalmente con un movimento da affamato, da a-f-f-a-m-a-t-o e non da mezza calzetta. Contentissimi per lui. VOTO 7.5.

CEESAY - Qualche pallone difeso per far salire la squadra, molte missioni fallite sempre con questo compito, l'unico che aveva nel finale. VOTO 5.5.

DI FRANCESCO - Lascia sul posto morti e feriti con una rete alla Messi. Sì, avete letto bene, quello è un gol con i movimenti alla Messi. VOTO 7.5.

BANDA - Come Ceesay ha il compito di tenere lontano qualche pallone dal pentolone acceso della metà campo del Lecce. Non sempre ci riesce pure lui, eternamente in conflitto tra quel che vorrebbe la sua testa e quel che fanno i suoi piedi, spesso in conflitto di comunicazione… VOTO 5.5.

BARONI - 20 panchine dopo, che sono e restano tante, si toglie la soddisfazione personale di vincerne una in A. Quando è finito nell'occhio del ciclone il suo Lecce era impresentabile, penoso, il peggiore dal punto di vista dell'espressione del gioco di 17 anni di Serie A. Chi può avere il coraggio di dire diversamente? Se in due partite qualcosa è cambiato, che dite, allora la critica serve a qualcosa? Non la nostra, per carità, noi siamo gli ultimi della carrozza, ma se qualcuno dalla società all'area tecnica in giù, dall'ambiente sempre così ovattato e dai media di solito ancora peggio ha mostrato qualche insofferenza e perplessità su quelle prestazioni non è stato un bene? Non è stato un utile scossone? Questo è un altro Lecce, non siamo mica tutti pazzi. Merito ovviamente anche suo. Il fatto che la squadra lo segua anche in fondo a un burrone è cosa buona, evidentemente il gruppo è dalla sua parte. “Comandante”. VOTO 7.5.



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