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ESCLUSIVO SoloLecce.it. I "CASI" ARBITRALI affidati alla penna di un ex arbitro nazionale

Ecco il resoconto di Lecce-Cagliari, la "pagella" arbitrale, scritta da un tecnico

07.01.2024 11:54

LECCE - Complessivamente positiva, di personalità spiccata, la prestazione arbitrale di Davide Massa della Sezione AIA di Imperia, 42enne fischietto internazionale a cui il Lecce ha rimproverato nel post-partita una gestione ondivaga della soglia del fallo che a dire dei giallorossi avrebbe penalizzato maggiormente la formazione di casa rispetto al Cagliari.

Riflessioni, quelle della dirigenza salentina e del tecnico D'Aversa, davvero di lana caprina e che non spostano l'economia della partita, conti alla mano rivedendo la gara come siamo soliti fare 2 volte (una dal vivo e una in “analisi”): si parla di 3 calci di punizione nella trequarti in favore del Lecce non sanzionati e di 2 fischi in favore del Cagliari considerati “generosi” dalla lettura di parte del Lecce, poca roba in un campionato dove sono ben altre situazioni a spostare le partite.

Al 9' minuto Strefezza “vola” via in area di rigore e il Cagliari protesta giustamente: sugli sviluppi il capitano del Lecce riesce comunque a far arrivare il pallone ai compagni e Gendrey si guadagna una punizione che è un angolo corto. Manca il giallo per simulazione plateale dell'italo-brasiliano (se vogliamo applicare il regolamento alla lettera) e dunque un fischio arbitrale in favore del Cagliari (punizione indiretta difensiva) e non la punizione d'attacco successiva guadagnata da Gendrey. Massa decide di giocarsela con la sua personalità, con la sua presenza tra i protagonisti, fa bene così: il giallo, ripetiamo, era letterale regolamento alla mano ma siamo nell'ambito delle situazioni che un arbitro internazionale può gestire con la sua presenza, di “testa”.

Al 14' e al 27' le due punizioni dal limite dell'area che il Cagliari non concretizza: falli di Pongracic (solare) e Kaba che interviene sul pallone travolgendo l'avversario. Il Lecce dovrebbe sapere, sempre regolamento alla mano, che non basta colpire soltanto il pallone in un'azione così veemente e di tanto trasporto fisico: entrare così è una irregolarità, non basta toccare il pallone, l'entrata di Kaba è fallosa.

Al 34' non è rigore il fallo di Gallo in area su Petagna, fallo che ci sarebbe pure, ma il terzino del Lecce frana sull'attaccante ex Napoli solo perché Oristanio alle sue spalle lo spinge via facendolo cadere addosso a Petagna. Il tamponamento a catena in area è frutto di una irregolarità del cagliaritano, dunque niente rigore.

Ammonizione corretta a Dossena (fallo su Krstovic), regolare il gol del Lecce, irregolare la posizione del montenegrino attaccante dei giallorossi che al 38' a un metro dalla linea di porta riesce a sbagliare l'impossibile. Un eventuale gol sarebbe stato annullato giustamente dal sistema di rilevamento del fuorigioco semiautomatico. E' invece in posizione regolare Gonzalez che prima di Krstovic si “divora” il raddoppio nella stessa azione, tirando malissimo da pochi passi e servendo il numero 9 del Lecce (come detto in fuorigioco). Solo se avesse segnato Gonzalez il gol sarebbe stato buono.

Al 21' del 2° tempo l'episodio che probabilmente ha fatto più arrabbiare D'Aversa e i suoi: fallo scriteriato e senza senso di Strefezza su Zappa praticamente a un passo dalla linea di fondo sulla corsia di destra, lontanissimi dalla porta. Da questa punizione nascerà il gol del pari di Oristanio: la punizione c'è, è clamorosa, il giallo pure (Strefezza arriva in netto ritardo con un fallo di frustrazione molto duro): incomprensibile il rammarico del Lecce, incomprensibile, al massimo ci sarebbe da discutere sul solo provvedimento disciplinare. Anzi, sul cross al centro che Oristanio tocca in rete l'unica cosa da segnalare è la “dormita” di Gendrey che in condizioni di calcio piazzato riesce a fare così male la diagonale difensiva da arrivare dopo l'avversario in zona pallone. Altro che arbitro.

Nella circostanza Oristanio è in posizione regolare, tenuto in gioco da Kaba, e sul suo tocco in rete il pallone oltrepassa interamente la linea di porta come segnala la “Gol Line Tecnology” vibrando al polso di Massa.

Nervoso Kaba che a 8 dalla fine subisce fallo non rilevato da Massa (questo ci poteva stare) e manda platealmente a quel paese l'arbitro con gesti e parole. Manca il giallo, anche qui il fischietto di Imperia se la sbriga con la sua personalità, senza andare di “pancia” col cartellino.

Stessa valutazione a fine gara quando l'adrenalina e la delusione portano D'Aversa, trattenuto dal suo Team Manager, a scagliarsi contro il Quarto Ufficiale Baroni della Sezione AIA di Firenze ripetendo per due volte pescato dalle telecamere “te lo dico io, è in malafede”, riferito a Massa. Anche Baroni si gestisce la vicenda sul campo, senza premere il pulsante della comunicazione con l'arbitro centrale: se gli avesse riferito le parole dell'allenatore del Lecce ci sarebbe stato il rosso diretto con almeno 2 giornate di squalifica. Atteggiamento e parole irricevibili oltre la Terza Categoria, su un terreno di gioco di Serie A.

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