PALLADINO SENZA PAURA AL VIA DEL MARE: "Bologna, serve una svolta. Iniettare coraggio e fiducia è compito mio"
Il tecnico rossoblù presenta la sfida del Via del Mare e punta sul lavoro svolto durante la sosta: “Ho visto grande partecipazione”. Poi le scelte di formazione, il cambio modulo e il recupero degli infortunati
BOLOGNA - Ritrovare fiducia, cambiare passo e dare una svolta a una situazione che richiede risposte immediate. Raffaele Palladino alla vigilia della trasferta contro il Lecce fa il punto sul lavoro svolto nelle ultime settimane, sulla condizione della squadra e sulle scelte che accompagneranno i rossoblù al Via del Mare.
Leggiamo insieme come l'allenatore ha presentato la sfida in conferenza stampa.
Sosta - “In queste settimane di lavoro ho cambiato metodo di lavoro ed ho cercato alzare l’intensità degli allenamenti. Abbiamo lavorato su questo per la tenuta fisica e anche sull’aspetto tecnico-tattico, perché dobbiamo migliorare in alcune rotazioni e in alcuni aspetti di gioco. Ho visto grande partecipazione da parte dei ragazzi e più fluidità della manovra. Ogni giorno stiamo mettendo un mattoncino dentro e per farlo c’è bisogno che la squadra sia concentrata sul lavoro. L’importante è che la squadra sia consapevole del fatto che bisogna lavorare tanto e lo sta facendo”.
Fiducia - “È compito mio far ritrovare la fiducia con dialoghi personali. Più sono con i calciatori e li conosco e più riesco a capirli, comprendere chi ha bisogno di conforto o di consigli. Iniettare fiducia e coraggio è un processo che dipende da me. In queste tre settimane il gruppo mi ha dimostrato di voler venire fuori da questa situazione e la squadra ha già la mentalità giusta”.
Orsolini e Bernardeschi - “Non è vitale, ma mi piacciono i giocatori di qualità e più ne abbiamo in campo e meglio è. Stanno entrambi bene. Bernardeschi è rientrato parzialmente martedì dopo aver svolto del lavoro differenziato. Orsolini è tornato bene dall’infortunio. Sono tutti a disposizione tranne Odgaard e Mbangula che dovrà essere valutato perché è tornato dalla Nazionale con un problemino ma non dovrebbe essere nulla di grave”.
Darmian - “È stata una scelta della società ma che ho appoggiato in pieno. Dopo l’infortunio di Holm, a cui vanno i miei auguri di pronta guarigione, ci siamo sentiti con la società e abbiamo pensato a Darmian perché lo conosco, abbiamo giocato molte volte contro. Porta molta esperienza, è un vincente, ha grande leadership. Può giocare da terzo o da quinto ed è a disposizione già per giocare domenica perché si è presentato bene a Bologna pur essendosi allenato da solo da svincolato”.
Cambio modulo - “È una fase iniziale in cui è avvenuto il cambiamento. Va dato tempo ai ragazzi, in alcune partite andremo in difficoltà ma fa parte del processo. Ho visto la squadra che ha preso di buon grado questo cambio di modulo”.
Le scelte in attacco - “Abbiamo 3 attaccanti diversi tra di loro. Enem è un ottimo attaccante con qualità tecniche e fisiche. Dovbyk negli ultimi metri si fa trovare bene e sempre orientato con il corpo. Piccoli invece è un giocatore che ha bisogno di profondità. Useremo tutti in base alla tipologia di partita. Non ci sono 11 titolari, ma chi mi convince in allenamento scende in campo. La competitività può solo che far bene al gruppo”.


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