BLEVE SORPRENDE TUTTI: "io via da Carrara senza volerlo"
Il nuovo numero 1 del Lecce torna nel Salento ma sorprende tutti nel suo addio alla maglia della Carrarese, lanciato sui social
LECCE - Il numero di maglia è di nuovo il suo, il numero 1 già vestito negli anni giallorossi, ma il pensiero, un po' a sorpresa, è tutto per la Carrarese, quasi fosse stato costretto a lasciare la maglia gialloblù per tornare nel Salento.
Marco Bleve sorprende, e lo fa con le parole che sui social ha voluto destinare nel suo addio alla Carrarese, svelando come probabilmente avrebbe preferito continuare a difendere i pali della Carrarese in B piuttosto che ripartire nuovamente da Vice Falcone con il Lecce. Ecco il suo post, integrale, è giusto per i nostri lettori avere un quadro completo delle sue parole (SOTTO, PER GLI UTENTI CHE HANNO INSTAGRAM, IL COLLEGAMENTO ALLA VERSIONE SOCIAL, CON I RELATIVI COMMENTI).
Bleve lascia la Carrarese, il post - “Ciao Carrara, ci sono storie che non pensi mai di raccontare. La mia con te è una di quelle. 3 anni fa sono arrivato con una valigia e tanti dubbi. Poi ho conosciuto la Curva, lo spogliatoio, questa gente, ho capito che qui non stavo solo giocando: stavo vivendo qualcosa di vero. Ho messo piede in campo più di 100 volte, ogni volta era diversa. A volte ero forte, altre stanco, altre ancora non al 100%, ma ho stretto i denti sempre. Perché questa maglia non la indossi: la senti addosso come una 2° pelle. Mi hai visto crescere, cadere, rialzarmi, sbagliare, migliorare. Mi hai visto diventare uomo. E adesso mi stai vedendo diventare padre: forse è questo che fa più male, pensavo che mio figlio sarebbe cresciuto vedendo suo padre difendere questi colori. Invece oggi mi ritrovo a salutare, e non perché lo abbia scelto io. Lo faccio con rispetto, ma con un vuoto dentro che solo chi ama davvero qualcosa può capire. Ho dato tutto, anche quando nessuno lo sapeva. Ho difeso questi colori come se fossero casa mia. Perché lo erano e lo saranno sempre. Grazie Carrara. Grazie alla gente, ai tifosi, ai bambini che mi hanno fatto sentire un gigante anche nei giorni più piccoli. Grazie per avermi fatto vivere una storia che non dimenticherò mai”.


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