DIARIO MONDIALE - LA FAVOLA DI VOZINHA! Il portiere che fermò la Spagna e conquistò il mondo "social"
Da Capo Verde ai riflettori del mondo: a 40 anni il portiere africano vive la notte che ogni bambino sogna davanti a un pallone.
ATLANTA - I Mondiali sono fatti di campioni, trofei e grandi nazionali. Ma ogni tanto regalano qualcosa di ancora più prezioso: una favola. E quella andata in scena ad Atlanta porta il volto sorridente e segnato dal tempo di Vozinha, portiere quarantenne di Capo Verde.
Per una sera il calcio ha dimenticato i pronostici, le classifiche e il valore delle rose. Da una parte c'era la Spagna delle stelle e dei fenomeni. Dall'altra un uomo arrivato da un piccolo arcipelago dell'Atlantico, con una carriera trascorsa lontano dai grandi palcoscenici, tra Portogallo, Moldavia, Cipro, Slovacchia e Angola.
Eppure, quando il pallone ha iniziato a rotolare, la differenza è sparita. Vozinha ha respinto tutto. I tentativi di Ferran Torres, le accelerazioni di Lamine Yamal, le occasioni delle Furie Rosse. Una parata dopo l'altra, come se stesse difendendo qualcosa di più importante di una semplice porta.
Al fischio finale lo 0-0 aveva il sapore dell'impresa. Le lacrime che hanno rigato il suo volto raccontavano molto più di una partita. Raccontavano anni di sacrifici, campi lontani dalle telecamere, viaggi, rinunce e sogni custoditi ostinatamente fino a quarant'anni. Premiato come migliore in campo, Vozinha ha dedicato quel momento ai nonni che lo hanno cresciuto e alla madre, rimasta a casa. Mentre lui piangeva, il resto del mondo iniziava ad applaudirlo.
Nel giro di poche ore le sue parate hanno invaso i social. Da perfetto sconosciuto per milioni di tifosi è diventato il simbolo romantico di questo Mondiale. Il suo profilo Instagram è passato da poche decine di migliaia di follower a numeri da superstar globale come 14 milioni di seguaci.
Ma forse il vero premio non sono i milioni di nuovi seguaci. È sapere che, in un calcio sempre più dominato dai giganti, per una notte un ragazzo di Capo Verde diventato uomo tra mille difficoltà ha ricordato a tutti perché ci innamoriamo ancora di questo gioco.
Perché ai Mondiali, qualche volta, le favole esistono davvero.


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