A DOVERI IL "PREMIO DE SANTIS": serata di emozioni per l'AIA Lecce
Il fischietto romano, ex Internazionale e arbitro dell'ultimo Lecce-Genoa, premiato nel ricordo dell'arbitro leccese tragicamente scomparso con la sua compagna
LECCE - Come sempre accade quando si vive nel ricordo di Daniele De Santis e Eleonora Manta alla fine è stata soprattutto una serata di emozioni forti.
L'ha vissuta l'AIA di Lecce assieme alle istituzioni arbitrali e non solo nazionali, regionali e locali, consegnando la 3° statuetta per il “Premio De Santis” all'arbitro Daniele Doveri della Sezione AIA di Roma 1.
Doveri succede nel prestigioso albo d'oro della manifestazione riconosciuta a livello nazionale ai già premiati Orsato e Guida, che hanno portato a casa il premio istituito dopo la tragica morte dell'arbitro leccese della CAN C e della sua fidanzata, barbaramente uccisi da Antonio De Marco, che per questo duplice omicidio sta scontando l'ergastolo.
Alla cerimonia presieduta dal Presidente degli arbitri di Lecce Marco Capilungo (ex CAN C), con la presenza prestigiosa del Presidente degli arbitri di Puglia Paolo Prato (anche lui ex CAN C), ha preso parte da remoto con un collegamento video il Presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, mentre era presente in 1° fila tra gli ospiti istituzionali il VicePresidente della Regione Puglia Cristian Casili, Assessore allo Sport e Welfare della Puglia.
La scelta di Doveri per la Sezione AIA di Lecce è stata quasi una scelta automatica di merito e metodo: oltre al suo incredibile ruolino di partite in A, in B, da Internazionale, da “varista”, il fischietto romano non ha mai abbandonato il terreno fertile della sua Sezione ed è uno dei pochissimi arbitri in attività di alto livello che è anche Presidente della sua Sezione, dove ogni settimana vive l'arbitraggio anche tra i ragazzi alle prime gare.
“Quello a cui dovete puntare”, ha detto ai giovanissimi della platea arbitrale di Lecce, “è sempre la credibilità, nei 90 minuti e fuori dal campo. Quel che conta è come decidete, da quale parte del terreno di gioco decidete, se state a 2 metri dai fatti e potete sbagliare credibili o se siete a 20 metri dai fatti e non correte e anche se ci prendete per un colpo di fortuna sarete comunque contestati. L'arbitraggio è sacrificio e comportamenti, sul campo e fuori” (NELLE FOTO SOPRA E SOTTO DOVERI PREMIATO DALLE MAMME DI DANIELE E ELEONORA, NELLA FOTO SOTTO L'ABBRACCIO CON IL PADRE DI DE SANTIS).




Commenti