Cronaca

ESCLUSIVO SoloLecce.it. I TECNICI DEL WWF ALLE FORZE DELL'ORDINE: "erano pronti 11 inneschi per un incendio senza precedenti". I danni, la situazione

Ecco come si è risvegliata la marina di San Cataldo: c'è la mano criminale dell'uomo dietro al rogo di ieri

LECCE - Per salvare il cuore verde di San Cataldo sono scesi in campo tutti (tutti!) i Vigili del Fuoco di Lecce, anche quelli in ferie, con turni di servizio in ore triplicate. Al loro fianco mezzi e uomini dal tarantino, dal brindisino, da Toscana, Abruzzo e Lazio.

Unico obiettivo contenere il disastro naturale che è visibile agli occhi dei leccesi e dei turisti questa mattina: 30 ettari di macchia mediterranea e bosco in fumo, l'equivalente visto che abbiamo tanti lettori appassionati di sport di un incendio capace di distruggere 42 campi da calcio regolamentari uno accanto all'altro. 42.

Un dramma senza precedenti per il polmone verde della marina leccese, un delitto per mano dell'uomo, per mano di piromani. I Vigili del Fuoco hanno dovuto fare i conti con 4 inneschi praticamente contemporanei, in più punti della marina.

Questa mattina fonti vicine alle forze dell'ordine riferiscono che i responsabili e i tecnici del WWF che gestiscono e sovraintendono la Riserva Naturale “Le Cesine” hanno rinvenuto all'interno del Parco altri 11 inneschi potenziali d'incendio da far divampare contemporaneamente in un rogo ancora più eclatante. Tutti questi inneschi d'incendio potenziale sono stati messi in sicurezza dal personale specializzato, dai Vigili del Fuoco e ovviamente saranno oggetto di dossier specifico per le forze dell'ordine.

E' una esclusiva, questa, SoloLecce.it.

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