LA SENTENZA: mano pesante su 3 ultras del Lecce. Carcere per 4 anni dopo gli scontri con i pescaresi
Il Giudice Monocratico del Tribunale di Lecce si è espresso su un'inchiesta che era comunque partita con grandi numeri per poi "sgonfiarsi" a pochi imputati
LECCE - Mano pesante del Tribunale di Lecce nei confronti di 3 ultras del Lecce che sono stati condannati a 4 anni di carcere oltre al DASPO per gli scontri del 31 marzo del 2019 all'altezza di Torchiarolo (Brindisi), dove secondo la ricostruzione della sentenza di oggi del Giudice Monocratico De Benedictis venne teso un vero e proprio agguato ai tifosi del Pescara che stavano viaggiando verso il posticipo serale Lecce-Pescara.
4 anni di carcere per un 30enne leccese, per un 32enne di Melendugno e per un 33enne di Cursi. Per tutti e 3 anche un DASPO di 8 anni lontani dagli stadi e dalle manifestazioni sportive.
L'inchiesta “madre” riguardò 70 ultras giallorossi per poi ridursi a queste sole condanne tra quelli considerati i più attivi del gruppo nell'assalto criminale secondo l'accusa.
Per la ricostruzione processuale gli ultras giallorossi sbucarono dalle siepi incappucciati, invasero la carreggiata bloccando i mezzi su cui viaggiavano i tifosi del Pescara e tra fumogeni e bombe carta si fecero strada nel corteo delle auto assaltando gli ultras avversari. Nella circostanza un auto e un pulmino vennero anche dati alle fiamme. Il bilancio complessivo fu di 4 feriti tra i tifosi pescaresi, mentre i leccesi dopo l'azione fecero perdere le loro tracce.


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