Cronaca

SVOLTA CLAMOROSA: è incapace di intendere e volere, lascia il carcere l'assassino della madre finita a colpi di accetta

Il giovane 22enne di Racale dal carcere a un centro specializzato dove riceverà delle cure. In attesa dell'eventuale processo

17.06.2026 10:07

LECCE - La perizia psichiatrica voluta dal Tribunale di Lecce ha accertato una parziale capacità di intendere e volere al momento del fatto. Per questo Filippo Manni, il 22enne di Racale che ha ucciso a colpi di accetta la madre 52enne, Teresa Sommario il suo nome, non può stare in carcere, ma deve essere curato in un “CRAP”, una Comunità Residenziale per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza.

E' una svolta questa però anche sul processo per omicidio aggravato ai danni del giovane: la parziale infermità mentale, se riconosciuta in sentenza, comporterà una grossa riduzione della pena.

L'udienza preliminare davanti al GIP di Lecce Proto ripartirà da queste certezze il prossimo 8 ottobre.

Ricordiamo i fatti. Era il 17 giugno scorso, esattamente un anno fa, quando il ragazzo, rientrato in casa dopo un turno di lavoro da bagnino, aveva avuto una lite con la madre, al culmine della quale ha recuperato un accetta che era conservata in casa per colpire più volte la madre, la prima volta alle spalle per tramortirla, sino ad ucciderla.

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