CHIUDE IL "GIOIELLO" SOCIAL DEL SALENTO: limitazioni alla cava di bauxite dai proprietari
Paletti con fili di ferro, legni, corde, transenne e sbarre da oggi per impedire l'accesso alla proprietà privata
OTRANTO - Dopo Castel del Monte (Andria) è il sito più fotografato di Puglia, ma il “Paradiso” degli scatti social ora è irraggiungibile, chiuso.
L'ex miniera di bauxite di Otranto, il palcoscenico naturale di migliaia e migliaia di turisti e salentini che almeno una volta lì hanno scattato una foto, da ieri è “off-limits”, essendo proprietà privata.
I proprietari dei terreni hanno sbarrato ogni via d'accesso con transenne, paletti, cartelli di divieto d'accesso, che da ieri impediscono l'accesso ad uno dei luoghi più fotografati del Salento.
Gli intestatari lamentano di dover far fronte alla pulizia dai luoghi lasciati sporchi da turisti e visitatori senza nessun introito, senza nessun beneficio, rischiando anche nei casi in cui qualcuno si faccia del male avventurandosi verso la cava.
Il laghetto si è creato naturalmente a fine anni Settanta, dopo l'abbandono di una miniera di bauxite. L'acqua della falda riempì il fondo creando il celebre contrasto tra il verde-blu dello specchio d'acqua e il rosso acceso dei residui di bauxite del terreno.
L'area, vale la pena dirlo, nonostante sia proprietà privata rientra nel Parco Regionale Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco delle Vallonee di Tricase, ed è attraversata dalla Via Francigena e dal Cammino del Salento, per cui il Comune di Otranto è al lavoro per valutare delle soluzioni che possano garantire un utilizzo pubblico del bene sia pure privato.


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