IL "NO" A PIRLO UNA QUESTIONE POLITICA. Malagò avvisa Maldini: non può proteggere l'operazione. TUTTI VERSO LE DIMISSIONI
Sul "Russia-gate" che coinvolge il tecnico c'è la ferma posizione di tutto il Governo. E Malagò non può evitare di tenerne conto...
ROMA - Il retroscena è tutto politico, di calcio e di tecnica non c'è proprio nulla nella scelta del CT della Nazionale. Una fotografia che rappresenta bene lo stato del nostro calcio.
Il Presidente della FIGC Malagò ha comunicato nella notte al Direttore Tecnico degli azzurri Maldini che non è in grado di offrire nessuna copertura, protezione istituzionale alla scelta dello stesso Maldini e del suo consulente Leonardo di affidare la panchina al tecnico Pirlo.
Il contratto in essere tra Pirlo e un'azienda del “betting” russo collegata agli apparati governativi di Putin è un ostacolo troppo grosso dal punto di vista politico, della potenziale reazione dell'opinione pubblica, delle polemiche che deriverebbero da una scelta simile.
Affidare la panchina più rappresentativa d'Italia, quella azzurra, a un allenatore che intrattiene rapporti commerciali che in tutta Italia nessuno può intrattenere per via dell'embargo sulle relazioni internazionali Italia-Russia è una scelta che il Presidente della FIGC non può avallare. Per non farne le spese né lui né Pirlo, ovviamente. Malagò su questo avrebbe avuto anche chiarissimi “avvertimenti” dal Governo nazionale, dal Ministro Abodi per conto del Premier Meloni.
Un quadro catastrofico, un gioco dell'oca che rimette tutto al punto di partenza, tanto che Maldini e Leonardo in queste ore convulse starebbero meditando clamorose dimissioni per rimettere il cerino in mano a Malagò.


Commenti