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E' IL GIORNO DELL'ADDIO. CORVINO-LECCE, E' FINITA. L'annuncio alla stampa "live"

Siamo in diretta scritta con le parole del Presidente del Lecce e del DS in uscita

03.06.2026 10:12

LECCE - E' il giorno dell'addio al Lecce del DS Pantaleo Corvino.

All'Hotel President di Lecce parlano il Presidente del club Saverio Sticchi Damiani e proprio il DS Pantaleo Corvino.

SoloLecce.it segue per voi la diretta minuto per minuto, qui, scritta, con tutto ciò che avviene in tempo reale durante queste comunicazioni alla stampa.

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Prende la parola il Presidente del Lecce Sticchi Damiani.

Tristezza - “Al termine di un percorso incredibile anticipiamo purtroppo questa conferenza stampa di addio che avrei voluto tenere nel giugno 2028 ad oggi, 2 anni prima della scadenza naturale del nostro rapporto”.

Ho fatto di tutto - “Ho fatto di tutto per evitare questo momento, gli ho parlato anche di budget migliore, gli ho parlato di tutto, ma ho trovato il tema insuperabile della stanchezza. Corvino mi ha rappresentato la stanchezza di dover lasciare. Faccio fatica ad accettarla, ma sono costretto ad accettarla nella sincerità e nella trasparenza con cui me l'ha comunicato”.

Bilancio - “6 anni fa ero convinto di aver riportato a Lecce un dirigente sportivo di livello mondiale. Sono felice che questi 6 anni siano serviti a tributare a Corvino il valore che già gli veniva riconosciuto ma che è adesso anche all'attenzione dei media e degli osservatori calcistici nazionali”.

Chiarezza - “Gli eventi mediatici che avete sentito nelle ultime settimane, ossia il nulla cosmico con cui si è associato in maniera fuori luogo il nome di Corvino e del Lecce a qualcosa di ‘strano’ non hanno avuto nessuna rilevanza in questa decisione, ci tengo a dirlo a chiare lettere. L'unico tema è quello della stanchezza che ci ha rappresentato Corvino”.

Andiamo avanti - “Ora grazie alle basi solide che abbiamo costruito insieme a Corvino andiamo avanti subito, al 1° posto c'è soltanto il Lecce. Ho fatto gli ultimi tentativi sabato e lunedì a pranzo, Corvino ha detto sempre di ‘no’, che è convinto di questa decisione, ora ci occuperemo di farci ‘illuminare’ come quando abbiamo avuto l'illuminazione di chiamare lui. Scelto il DS affronteremo la questione allenatore, non ho parlato con nessuno né qualcuno ha rifiutato il Lecce come leggo in giro”.

Prende la parola il DS uscente del Lecce Pantaleo Corvino.

Finisce una lunga storia d'amore - “Spero di essere in grado di affrontare questa conferenza sebbene sono poco lucido, sono molto emozionato, senza annoiarvi, ringraziando tutti per sopportarmi ancora. Sono stati 13 anni di amore, una lunga storia d'amore”.

Piccola turbolenza senza effetti - “Quella di ‘REPORT’ è stata una piccola turbolenza ma solo per chi magari non conosce me e mio figlio. Per noi no, che sappiamo come ci siamo comportati sempre in maniera corretta e lineare, facendo sempre il bene delle società dove di volta in volta ho lavorato 52 anni nel calcio”.

Non serbo rancore - “Non serbo rancore verso quella inchiesta giornalistica che ha cercato di sporcare l'immagine mia e di mio figlio, ma avrei sperato di essere intervistato, di essere sentito. E' stato un lavoro superficiale, forse con i fatti, con i dati, con le operazioni alla mano che gli avrei spiegato avrebbero fatto anche un lavoro migliore. Mio figlio, poi, fa il Procuratore da prima che venisse approvata la legge sul conflitto d'interesse”.

Le mie operazioni con l'agente Ramadani - “A Casarano 0, nessuna intermediazione, con la Fiorentina soltanto 6 in tanti anni, a Bologna 0, con il Lecce 5. In nessun caso è stato danneggiato il patrimonio societario”.

La storia di mio figlio - “Voleva fare il calciatore e gli ho detto ‘lascia perdere’ dopo averlo visionato io stesso, ha fatto l'arbitro con discreti risultati sino a 16 anni, poi ha inseguito questo sogno di fare il Procuratore. Ognuno di noi ha dei sogni, a casa mia abbiamo respirato sempre calcio, e mica gli potevo impedire di fare la sua strada”.

Sono una persona divisiva… - “Sono partito dalla 3° Categoria e sono arrivato in Champions League, eppure mi sento una persona divisiva. Forse è colpa mia o dell'invidia”.

Realtà di oggi - “Non ho più la forza né le energie per andare avanti. Le ultime energie le ho finite per difendere sempre il Lecce e non fare la figura dei fessi in questo campionato. Sono 6 anni che mia moglie non può portarmi il caffè a letto perché sono stato sempre sveglio dall'alba alla sera per il Lecce, ho dato tutto, non so quanto tempo ci vorrà per trovare energie ancora, ma mi sento ancora un cavallo di razza, vorrei ancora morire su una Tribuna, in un campo, dietro a una scrivania, lavorando, ma il Lecce non può aspettare me”.

Cosa lascio - “Un club tra i più in salute d'Europa. Sicuramente il club più in salute d'Italia”.

Sono unico per caratteristiche - “La mia vocazione per i ragazzi ha portato risultati incredibili, 13 trofei nazionali, mi ritengo l'unico tra i miei colleghi ad interpretare il ruolo così. Ho sempre cercato qualcuno come me tra i miei colleghi ma non l'ho trovato”.

Orgoglio - “Sono orgoglioso di aver dato la possibilità a Di Francesco di dimostrare il suo valore. Fu lui ad andare alla Roma quando lo volevo portare alla Fiorentina, ora dopo le retrocessioni ha dimostrato le sue grandi doti. Me le hanno dimostrate anche i ragazzi che ringrazio tutti a uno a uno”.

Progetto unico - “Abbiamo vinto una sfida unica, abbiamo portato il Lecce a farsi conoscere dalla Groenlandia a Capo Horn”.

Saluti e ringraziamenti - “Voglio ringraziare il Sindaco Poli Bortone, il Sindaco Salvemini che mi ha conferito la cittadinanza onoraria, tutti gli enti che ci hanno supportato sempre”.

Paragoni - “Io e Sticchi Damiani sono convinto che potevamo lavorare alla NASA, abbiamo preferito farlo al Lecce, da artigiani”.

Le comunicazioni alla stampa terminano qui, senza la possibilità che vengano fatte delle domande.

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