LECCE,PARLA DI FRANCESCO: "zero alibi, contro il Torino servono applicazione e punti"
Dopo 3 sconfitte consecutive, il tecnico giallorosso chiede una risposta immediata: attenzione massima fin dall'avvio e grande applicazione per ritrovare equilibrio e concretezza.
LECCE - Il Lecce cerca una svolta prima della sosta per le nazionali. La trasferta contro il Torino arriva in un momento delicato, dopo le 3 sconfitte consecutive contro Juventus, Frosinone e Genoa. Eusebio Di Francesco sa che la squadra è chiamata a dare risposte, soprattutto sul piano dell'atteggiamento e della solidità. Leggiamo insieme le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal mister.
Il gioco - “Non so quello che schiererò, non voglio dare vantaggio a nessuno. Quello che conta è il risultato al di là di come ci schiereremo. Voglio la massima applicazione e attenzione, abbiamo condiviso tante tematiche e problematiche. Abbiamo riflesso su tante cose, dobbiamo avere grande applicazione nella prima mezz’ora. I dati dicono che siamo la squadra che subisce di più in quel lasso di tempo. Al di là del sistema di gioco”.
Coulibaly e Gaspar - “Coulibaly si è allenato oggi con la squadra, non ha la condizione ottimale, valuterò se schierarlo dall’inizio. Gaspar lo valuterò, ha commesso un’ingenuità ma ora non posso fare i dispettucci a chi si è comportato non bene. Ho bisogno di mentalità, abnegazione e concentrazione altissima”.
Fase difensiva - “Non possiamo basarci solo sui difensori. A volte abbiamo giocato con tre giocatori offensivi che danno meno in fase di copertura. Parlerei di fase difensiva. Ci sono degli errori dei difensori che risaltano quando prendi gol, ma a volte serve aiuto di esterni offensivi e centrocampisti. Parliamo anche dei dati del campionato, ci sono dei gol fatti in più da parte di tutti. A noi la trasferta di Frosinone alza la media, siamo stati ingenui nelle difficoltà avute. Altra cosa che dico: avendo degli infortuni che danno equilibri diversi abbiamo attaccato meglio ma difeso peggio. Dobbiamo bilanciarla nell’ottica dell’equilibrio di squadra”.
Esterni - “Può condizionare le mie scelte. Avere solo due esterni prettamente offensivi ora, per loro caratteristiche, mi fa fare delle valutazioni se giocare con due ali senza cambi o partire con un assetto differente. Penso che le caratteristiche dei giocatori faranno la differenza in questa gara al di là dei moduli”.
Attaccanti - “A volte si valutano le caratteristiche dell’avversario. Dubbi non ne ho per domani. Geubbels sarà a disposizione ma difficilmente partirà dal 1’. È una freccia in più. Incide il non gol dei nostri attaccanti, se avessimo pareggiato 2-2 col Genoa avremmo fatto altri discorsi. È importante concretizzare le occasioni che abbiamo migliorato rispetto all’anno precedente. Non possiamo sempre segnare su calcio piazzato, dobbiamo concretizzare di più”.
Infortuni - “Quest’ultima settimana ha cambiato i giudizi. Siamo consapevoli. Sui carichi abbiamo lavorato così anche l’anno precedente. Gli infortuni sono casuali, c’è qualcuno che ha più predisposizione e un pizzico di sfortuna. Avere pochi cambi ha portato qualcuno al sovraccarico. Lavoriamo tanto perché per noi la tenuta atletica è fondamentale per competere contro chi è più fisico o più forte. Gli infortuni contano quando il livello si alza. È cambiato il tempo effettivo, c’è più predisposizione e dobbiamo essere bravi a giocare al limite. Avevamo uno slot con Stulic e N’Dri quasi arrivati. Ci sono scelte che fai in base a quello che hai nel momento. Con i ragazzi abbiamo trovato disponibilità a ricoprire nuovi ruoli per aiutare la squadra. A me piace condividere perché si lega al lavoro. Io lavoro in campo, a volte dico qualcosa che non piace, ma cerco di lavorare al meglio per far rendere questa squadra. A volte ci riesco, a volte meno ma ho visto impegno”.
Impatto -“Ai dati do un peso relativo. Bisogna non prendere gol nei primi 75’. Dobbiamo impattare bene sulla gara, ci possono essere gli episodi ma mi aspetto grande applicazione. L’anno scorso abbiamo preso due gol velocemente e alle prime difficoltà troviamo disagio e poi ripartiamo. Successo con la Juventus, col Genoa, col Frosinone il rigore dato ha condizionato l’approccio. Può succedere un rimpallo che va male o un avversario bravo. La forza deve essere ripartire consapevoli di riprenderla e arrivare alla fine sapendo di riprenderla”.
Veiga - “Danilo Veiga esterno alto? È stata un’esigenza legata al momento della partita, tenere ampiezze e fare cross con Gandelman in area bravo sui cross. Esteban ha avuto un’occasione importante e non siamo riusciti a sfruttarla. Volevamo aprire l’avversario e avere supremazia esterna. Si può alzare anche Dembélé. Per me Danilo Veiga è cresciuto come difensore e a volte si può commettere qualche errore. Noi gli errori li abbiamo fatti da freschi e non da stanchi. Nella fatica siamo stati più performanti e l’ho fatto notare a loro per l’approccio alla gara”.
Gestione - “Io credo che quando si fa questo lavoro si cerca di poter arrivare i giocatori in determinate zone di campo. Poi la scelta loro è importante, i compagni devono dare poi le opzioni e su quello si basa la scelta. Lo ripetevo l’anno passato e poi ci sono le caratteristiche dei giocatori. Chi gestisce meglio la palla, chi è frenetico. Abbiamo recuperato tanti palloni alti ma se sbagli le scelte poi i dati muoiono. Noi analizziamo insieme anche con i video e discutiamo per migliorare poi con lavori individuali e di squadra. Se poi si parla di Udine, dove abbiamo creato tantissimo e fatto tre gol. Se non avessimo vinto quella partita ci saremmo mangiati le mani. Mi auguro di vedere i gol degli attaccanti, per loro e per il loro morale. Dopo viene tutto più facile quando si fa gol”.


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