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CORVINO "LIVE", ORAMAI SU MONDI PARALLELI: "nessun problema sugli esterni d'attacco". E conteggia gol annullati e pali

Le parole del DS a rendicontazione del mercato di gennaio: la conferenza stampa "minuto per minuto"

03.02.2026 11:51

LECCE - Tempo di bilanci al termine del mercato di gennaio, per il Lecce che oggi ha tenuto una conferenza stampa fiume con i vertici dell'Area Tecnica che hanno parlato ai giornalisti analizzando tutte le operazioni fatte.

Ecco le parole del Direttore Sportivo Pantaleo Corvino, qui in questa lunga sintesi scritta, sotto nella versione integrale registrata in Sala Stampa (quando sarà pronta).

Logiche e strategie - “Siamo qui a spiegare ai nostri tifosi le logiche che sono dietro al nostro lavoro. Siamo un laboratorio di idee, è obbligatorio esserlo per evitare di scomparire. L'attivismo e il cambiamento sono necessità per non morire. Se non seguiamo questa strada, l'unica, non rimarremo nel calcio che conta”.

Rischiare è l'unica strada - “Basta vedere da dove partiamo, nella nostra storia, e dove siamo arrivati in termini di risultati, coi ‘grandi’ e con la ‘Primavera’. Non possiamo comprare dal Manchester City, compriamo da dove possiamo. Tutta la Serie A ha più risorse di noi. E' con questi rischi che abbiamo avuto dei risultati”.

Insulti - “Non sappiamo cosa fare se nonostante questi sforzi le persone ci dicono ‘chitammuertu caccia li sordi’ quando ci vedono per strada, anche con mia moglie. Non sappiamo cosa fare. Non sono uno che denuncia nessuno, ma non è bello sentirselo sempre dire. Noi diciamo la verità sempre, è giusto non avere il consenso di tutti, ma questa è la verità, non possiamo fare altro ed è difficile accontentare tutti. E' il mio 51° anno da Direttore Sportivo, è sempre ogni anno più difficile, tutti parlano, sparlano, ma è difficile fare la quadratura del cerchio economico con le risorse a disposizione”.

Le scelte, le linee guida - “Ci sono motivazioni tecniche e motivazioni societarie, non possiamo creare debitorie e nel contempo dobbiamo soddisfare i tifosi, dobbiamo restare in attivo e tenere basso il monte ingaggi. Il tutto senza perdere di vista l'obiettivo sportivo. Non è niente facile”.

Centrocampista offensivo - “A livello difensivo non c'era niente da fare o poco. Siamo l'11° difesa del campionato, i numeri dicono che dovevamo migliorarci davanti. Ci è stato chiesto di prendere un centrocampista offensivo e abbiamo preso un ‘assaltatore’ delle aree di rigore avversarie, uno come Gandelman per cui abbiamo speso tanto (2 milioni e mezzo di Euro) e che si unisce agli attaccanti nella fase offensiva”.

Curioso atteggiamento - “E' curioso che si dica bravo ai DS che fanno il ‘colpo’, il ‘colpo’ all'ultimo giorno di mercato. Io non ho mai lavorato così, i giocatori li ho presi sempre prima, come Gandelman, e l'ho affidato subito a Di Francesco con 2 partite di anticipo sul fine mercato. Parliamo di un giocatore che in Belgio ha fatto 7 reti e 8 assist in mezzo campionato, nel campionato di una Nazione che ci è davanti nel ranking UEFA”.

Attaccante - “Serviva l'attaccante centrale e ne abbiamo preso uno che sa fare anche tanti ruoli, come Cheddira, uno che aveva fatto 16 partite in questo campionato, dunque uno pronto. Dopo tanti anni mi sento sempre dire le stesse cose: non si vince, compra la punta, manca la punta. Mancava pure quando c'era Chevanton, Lucarelli, Sesa, Lucarelli, Coda. Pure a Vernole in 3° Categoria mi dicevano che mancava la punta, è sempre la stessa storia per i tifosi”.

Innesti - “Abbiamo preso altri 2 giocatori spendendo altri 3 milioni che possono sembrare pochi e invece sono tanti. Ci metto la faccia, Fofana l'abbiamo preso a 600mila Euro, per noi ne varrà di più nel futuro, Ngom nonostante la giovane età per me rappresenta il presente del Lecce, il presente, ripeto, non il futuro. E loro completano il centrocampo rendendolo più offensivo con Gandelman. Sugli esterni cosa dovevamo fare di più? Abbiamo Konan N'Dri che ha fatto 2 reti, come Sottil a cui una l'hanno annullata a Roma con la Lazio, abbiamo Banda che ha fatto 2 reti, questi sono numeri importanti per gli esterni offensivi. Ci manca l'apporto di reti di Pierotti, ma come si fa a discutere Pierotti, dove lo troviamo alle nostre condizioni di bilancio uno meglio di Pierotti? Noi crediamo in questa squadra, staremmo qui a parlare d'altro se ci fosse stato qualche palo in meno, qualche incrocio dei pali in meno, qualche torto arbitrale in meno. Sui dettagli si fa la salvezza o la retrocessione”.

In uscita - “C'erano dei movimenti da fare in uscita, avevamo gente scontenta nello spogliatoio. Chi è andato via me l'ha chiesto. Maleh l'ho preso io, mica un altro, è venuto da me, mi ha ringraziato per aver creduto in lui quando si trattava di rilanciarsi in carriera, mi ha detto che il suo desiderio attuale era quello di giocare di più. Gli altri, le altre cessioni, erano tutte alternative, il Lecce non può prendere mica dei titolari come alternative, quindi si possono cambiare. Kouassi non è stato ritenuto pronto dal mister, scelte sue, come Giampaolo non aveva ritenuto pronto Veiga. Ci può stare”.

Mancati arrivi? - “Non abbiamo preso altri terzini perché l'allenatore ha manifestato l'intenzione di adattare altri elementi come Pierotti e altri per eventuali emergenze”.

Indeboliti? - “I tifosi sostengono che ci siamo indeboliti? La risposta è facile, non seguire i social. Io non li uso, non c'è bisogno di riportare l'umore di pochi suoi social, quanti sono, mille? Ognuno, tutti possono criticarci, ma poi ci sono le migliaia di persone che vengono in trasferta con noi e milioni di tifosi che tra questa provincia e fuori tifano per noi, ci sostengono e sanno che da 4 anni siamo in Serie A”.

Ottimismo - “Oggi saremmo salvi, se retrocediamo chiediamo scusa e ricominciamo, coi conti a posto. Gli altri come la Cremonese se retrocede retrocederà avendo speso 30 milioni di Euro, il Pisa se retrocederà lo farà avendone spesi 50. Noi ne abbiamo spesi 21, e sono pure tanti. La spesa maggiore che abbiamo fatto in questi anni”!

Parallelismo - “Non possiamo andare dietro a chi pensa di avere a che fare con maneggiare calciatori alla ‘Play Station’, con gente che sui social si mette a giudicare chi fa 800 operazioni a cuore aperto l'anno quando loro non saprebbero trattare neanche un unghia incarnita. E dispensano giudizi”.

Sorpresa finale - “Sentite, vi svelo qualcosa che certamente non sapete. A fine stagione l'ho detto al Presidente, voglio tirare il fiato. Sono stanco, voglio tirare il fiato, magari poi torno dopo 2 mesi, 3 mesi, 1 mese o non torno proprio e vado a morire da qualche parte, ma sono stanco, voglio tirare il fiato. A questa mia determinazione Sticchi Damiani ha risposto allungandomi ulteriormente il contratto, di testa sua, depositandolo in Lega. Quindi quando andrò via, certamente, sappiate che lascerò al Lecce anche dei soldi ad avere. Statene certi”.

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