RILANCIO LIVERANI: "sul modulo scelta dell'ultimo minuto. Calcio senza tifosi colpa delle istituzioni calcistiche"

Lunedì 22 Giugno 2020 | Marco Errico | News

LECCE - Oramai ci siamo: torna il campionato e torna il Lecce e il suo obiettivo.

Torna anche il tecnico del Lecce Fabio Liverani e le sue parole nell'immediata vigilia di questa importante gara di ripartenza per la stagione dei giallorossi. Eccole.

Assenze - "C'è lo spirito giusto per ripartire, tanta voglia di tornare in campo, ma anche tante incognite. Paghiamo un prezzo alto agli infortuni durante questo periodo, rimanere fermi settanta giorni ha creato grandi problemi. Barak, Farias, Deiola e Dell'Orco non sono certamente utilizzabili, poi c'è Donati (e il giovane Monterisi) squalificato".

Giro d'orizzonti sulle condizioni degli infortunati - "Farias e Barak credo possano recuperare a breve, per Deiola il discorso è più lungo, mentre Dell'Orco deve ritrovare la condizione atletica dopo l'operazione all'ernia inguinale".

Modulo - "In difesa Rispoli è un'alternativa, ma dobbiamo trovarne una in ogni partita perchè ci possono sempre essere delle defezioni dovendo giocare 12 gare in poche settimane. Per il modulo ci sto pensando, dipende anche dal tipo di partita che potremo fare. E' evidente che quando ci sono tante defezioni in un reparto, concentrate a centrocampo soprattutto, le scelte diventano scontate o quasi. E' un problema, ma quando ci si ferma tanti giorni fa parte dei rischi".

Condizione - "Sul piano del calendario non cambia molto partire con Milan e poi Juventus o con altri: la nostra squadra non è una che rispetta i pronostici, possiamo vincere e perdere con tutti, ma è chiaro che di partenza esprimiamo valori inferiori a Milan e Juventus che avranno anche più partite ufficiali nelle gambe. Noi ci metteremo il collettivo, la nostra voglia".

Quota salvezza - "Sempre attorno a 40 punti. Le squadre che in classifica sino ad ora ne hanno raccolti sin qui 30 le vedo tutte coinvolte".

Tifosi allo stadio - "Con le mascherine e il rispetto di tutte le norme di distanziamento sociale ritengo che in uno stadio da 30mila posti come il nostro 10mila persone possano partecipare al finale di campionato senza rischi. Ma le cose bisogna farle, invece che dirle, e sino ad ora le istituzioni del calcio hanno solo parlato di queste eventualità, senza prendere nessuna decisione. Mi auguro che piano piano, con i dati in miglioramento sulla diffusione del contagio, si possano riaprire gli stadi ai tifosi".