Cronaca

ALBANIA-CALABRIA-LECCE: un triangolo di professionisti della droga per rifornire il Salento. 23 ARRESTI, MAXI-BLITZ

Importante successo operativo della Direzione Distrettuale Antimafia salentina che ha messo a segno una importante operazione antidroga

11.07.2026 06:32

LECCE - Rilevante successo operativo delle forze dell'ordine leccesi che sotto la guida della Direzione Investigativa Antimafia hanno messo a segno in queste ore l'operazione “Whisper”, smantellando ben 2 organizzazioni distinte, una radicata a Oria (Brindisi) e l'altra nel leccese.

23 gli arresti, 21 in carcere e 2 ai domiciliari, nell'ambito di un procedimento che conta complessivamente oltre 60 indagati.

L'ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Lecce Fedele su richiesta come detto della DDA che ha operato con intercettazioni, pedinamenti anche video, sequestri e poi alla fine con le manette.

A Oria il gruppo sarebbe stato guidato da Angelo Zanzarelli e dalla madre Francesca Caputi, centrale nella organizzazione secondo le accuse come la compagna di Zanzarelli, Valentina Giodice il suo nome.

Il sodalizio avrebbe gestito (sempre secondo i teoremi dei magistrati) dei rapporti in pianta stabile con un cartello della droga albanese riconducibile al boss Adi Coba. La droga viaggiava in auto, in alcuni furgoni modificati con doppi fondi e pure sugli autobus di linea, sino a Oria dove veniva depositata in un garage e smistata in 2 abitazioni di campagna che fungevano da laboratori finali per il confezionamento e la vendita al dettaglio.

A Lecce al vertice dell'organizzazione ci sarebbe stato invece Alessandro Greco, definito nell'ordinanza il centro gravitazionale del gruppo, con l'aiuto anche qui della moglie Emiliana Sinistro. Sotto di lui una serie di referenti, guidati da Alessandro Serino e Davide Corlianò i loro nomi, che si occupavano delle forniture di cocaina e eroina.

La droga arrivava dal canale della Basilicata, a metà strada tra Lecce e la Calabria, probabile luogo di partenza dei pacchi di droga che venivano nascosti nella marina di San Cataldo di Lecce per poi essere anche qui lavorati, confezionati e smistati.

Sempre secondo le tesi degli inquirenti la cocaina serviva soprattutto per la piazza di Lecce e partiva dal quartiere Santa Rosa con una “rete” molto ben approfondita dal punto di vista della vendita.

Nell'ambito del blitz le forze dell'ordine hanno sequestrato oltre a ben 50 chili di droga anche armi e hanno notificato il coinvolgimento nell'operazione a decine di minorenni salentini che sarebbero stati impiegati come venditori finali delle organizzazioni.

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