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BLEVE, IL SALENTO NEL CUORE: “tornare a casa è stata un’emozione incredibile”

Bleve riparte dal Lecce dopo il percorso alla Carrarese: esperienza, 100 presenze e una nuova consapevolezza tra i pali

03.09.2026 16:38

LECCE - Ci sono ritorni che hanno un significato particolare. Marco Bleve è di nuovo a casa, dentro quello spogliatoio che ha conosciuto fin da ragazzo e con la maglia del Lecce che torna a essere parte del suo quotidiano dopo tre anni vissuti lontano dal Salento. Il classe 1995 è rientrato alla base per ricoprire il ruolo di dodicesimo dopo la partenza di Früchtl e lunedì, contro la Roma, ha già respirato nuovamente l'aria del Via del Mare entrando in distinta. Ecco come ha commentato il suo ritorno a casa.

L'emozione - “Le sensazioni lunedì al Via del Mare? È stata un’emozione incredibile, come se fosse il primo giorno. Dentro di me dicevo che qualcosa non se n’era mai andata, ho fatto tre anni lontano da casa ma quando non c’era la partita in cui giocavo, ero attaccato alla tv per vedere il Lecce. Con la testa e con il cuore ci sono sempre stato. È stato bello ed emozionante tornare a casa. La passione e il calore sono rimasti dentro”.

Spogliatoio - “Ho trovato uno spogliatoio fatto di bravi ragazzi e grandi calciatori. Alcune dinamiche e alcune cose sono cambiate rispetto agli anni precedenti, ma credo che pian piano i nostri valori usciranno fuori. Siamo sulla strada giusta”.

La crescita - “Non l’avrei mai detto che sarebbe stato un percorso così bello. Abbiamo vinto un campionato da terzi, poi due anni con salvezza. Non giocando fai esperienza con grandi calciatori accanto, giocando la vivi in maniera ancora più importante. Ho collezionato 100 presenze in questi anni, ritorno a Lecce con un bagaglio importante e sono pronto se il mister dovesse chiedermi se sono pronto. Non voglio più essere il ragazzo che non è pronto. Il livello tecnico della B richiede una grossa fiducia, è un’esperienza importante. Giocare a Lecce, in questa piazza, è sempre speciale e dà più responsabilità”.

Il ritorno - “Sono state settimane difficili, il direttore può confermarlo. Perché avevo la macchina carica da una settimana, aspettavo il giorno giusto ma non arrivava mai. Ho sentito il mister Calabro, anche lui salentino doc e mio tecnico alla Carrarese: mi ha augurato il meglio e io a lui. Lupo non l’ho conosciuto, me ne hanno parlato molto bene e per quel poco che ci capisco io sottolineo anche Penev, un buon profilo e un buon talento che lo vedo ogni giorno”.

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