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LA STATISTICA. LECCE, SCELTE DA RIVEDERE: a San Siro il piano di Di Francesco salta subito

Possesso, occasioni e qualità del gioco: i rossoneri comandano in lungo e in largo. Dopo la Roma, un'altra big mette a nudo i limiti dei giallorossi.

22.09.2026 22:45

MILANO - Un'altra big, un'altra batosta. Dopo il pesante 4-0 incassato dalla Roma, il Lecce esce da San Siro sconfitto 3-0 dal Milan in una gara nella quale i numeri fotografano con chiarezza il divario visto in campo.

I rossoneri hanno dominato il possesso 69% contro 31%, prodotto più tiri, 10 contro 6, e soprattutto costruito 2.69 expected goals contro appena 0.21. Gli uomini di Di Francesco avevano due compiti: togliere profondità agli avversari e chiudere la zona tra centrocampo e difesa. Entrambi sono falliti.

Il piano, difendere senza farsi schiacciare per poi ripartire, dura meno di un quarto d'ora. Una lettura sbagliata su una palla giocabile in profondità e la corsa verticale di Pulisic sorprendono la linea giallorossa, con Siebert fuori posizione, per l'1-0. La squadra decide di non cambiare immediatamente atteggiamento, ma il pressing si rivela tanto costante quanto inefficace: la costruzione a quattro e la qualità nel palleggio dei padroni di casa mandano in difficoltà i salentini.

Quando il possesso passa dalla parte ospite, arrivano invece errori tecnici in serie. La costruzione finisce spesso affidata ai lanci lunghi di Falcone, ma Stulic non riesce a tenere il pallone e il Milan torna rapidamente a gestire il gioco. Eppure il Lecce entra nel terzo offensivo 50 volte, sei più degli avversari. Il problema è quello che accade negli ultimi metri: appena 57,1% di precisione nei passaggi nell'ultimo terzo, 65,1% considerando l'intera metà campo offensiva.

Ilic, l'uomo con maggiore qualità, resta ai margini e viene servito pochissimo. Maleh e Coulibaly combattono, Pierotti garantisce il solito sacrificio da quinto aggiunto, ma la circolazione rossonera trova spesso spazio tra le linee per Pulisic, Saelemaekers e Gonçalo Ramos. In avanti, invece, la produzione è quasi nulla: Stulic non incide, Pierotti ha poche possibilità offensive e anche Joel Monteiro continua a non mostrare le qualità attese. Meglio Fatah, ma il suo ingresso arriva quando il risultato è ormai compromesso.

Di Francesco prova a cambiare volto alla squadra inserendo Esteban già all'intervallo, poi Fatah, Kaba e Ngom. La scelta di riproporre la strategia vincente del Benfica aveva una logica, ma il piano salta dopo pochi minuti. La rosa può essere cresciuta rispetto alla scorsa stagione, ma contro le squadre della parte alta della classifica restano evidenti le difficoltà nel trasformare le fasi favorevoli in occasioni concrete.

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