MALEDETTO VIRUS senza pietà: una perdita atroce per la "MOVIDA". Il ricordo di SoloLecce.it

Giovedì 25 Marzo 2021 | Cosimo Carulli | Cronaca

LECCE - Questo coronavirus si è portato via anche lui.

Come a strappare tante pagine di “movida" di questa città, pagine di serate per la strada o rincorrendo impegni di lavoro, aerei, treni, autostrade, per finire sempre a parlare con lui della partita del Lecce, giocata magari a migliaia di chilometri di distanza poche ore prima, nel “frullatore” che è la vita da cronista in cui sei la mattina in aeroporto, il pomeriggio dall'altra parte dell'Italia, la sera di nuovo a casa per le tue strade.

Il coronavirus ha praticamente distrutto una famiglia, si è portato via il papà, la mamma e nelle ultime ore anche lo stesso Elia Mocka, 43enne sorridente ragazzo albanese che insieme ai fratelli gestiva due frequentatissimi camioncini da “paninaro” nel capoluogo leccese, su Viale dell'Università nel parcheggio dell'ex Liceo Musicale “Tito Schipa" e accanto alla Camera di Commercio di Lecce, su Viale Gallipoli, a pochi metri dalla stazione ferroviaria.

Elia era al “DEA” di Lecce, in gravi condizioni, dopo aver contratto il virus dai genitori, persi uno dopo l'altro. Non ce l'ha fatta e noi vogliamo ricordarlo come facciamo con tanti tifosi giallorossi che sono noti a questa città per le loro attività, per la loro bontà, per il loro sorriso.

Sul televisore del suo camioncino si poteva vedere solo il Lecce, quando giocava, o la Nazionale albanese, grande amore patriottico di Elia che dopo la qualificazione agli Europei fallita ora sperava nel primo Mondiale storico per il suo Paese.

Incredibile parlare di lui come di una persona che non c'è più: a lui e ai suoi fratelli sono legati tanti ricordi, dalla adolescenza quando un panino e una birra sono anche l'unico budget economico che hai per una serata sino alla età matura, quando il passaggio dal suo camioncino nel cuore della notte (l'una, le due…) diventa rito obbligato al rientro da una trasferta con il Lecce.

Sì, era e resterà un rito evitare all'atterraggio di fermarsi nei locali patinati delle grandi catene degli aeroporti. C'è troppa voglia di casa, di strada, di commentare la partita e vedere se da migliaia di chilometri di distanza l'avevamo vista con gli stessi occhi della gente della strada, senza particolari filosofie.

Un metro di giudizio, un punto di ricongiungimento con casa, pazienza se prima eri a “San Siro" o allo stadio “Olimpico". Il termine della trasferta era Elia, i suoi fratelli, i pochi clienti delle due del mattino, un bel panino “rafforzato” e le immancabili birre.

Possiamo promettere a Elia, ovunque sia adesso, che la squadra di SoloLecce.it sarà sempre fedele al suo amato camioncino. Se il Lecce lo riporteremo in A tutti insieme, da tifosi o giornalisti, lo faremo anche pensando a lui.