DI FRANCESCO: “Sono un po’ preoccupato, ma dobbiamo essere solidi”
Il tecnico giallorosso presenta la trasferta di Frosinone tra emergenza infortuni, dubbi di formazione e la necessità di ritrovare solidità. Per l’allenatore, il ritorno da ex allo Stirpe riapre anche le ferite della retrocessione del 2024.
LECCE - “Oggi sono un po’ preoccupato”. Eusebio Di Francesco non nasconde le difficoltà alla vigilia della trasferta contro il Frosinone. Le condizioni di Tiago Gabriel, Ndaba, N’Dri e Fatah complicano le scelte del tecnico, che deve fare i conti anche con la squalifica di Gaspar e le assenze già note di Ilic, Pierotti e Coulibaly. Leggiamo insieme le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa.
Juventus - “Quel secondo tempo ci deve essere, tra virgolette, utile per capire che possiamo, che questa squadra sta assimilando tante piccole cose interessanti da poter mettere in campo. È sicuramente una partita differente perché sia il sistema di gioco del Frosinone sia il sistema di gioco della Juventus sono due cose totalmente diverse. Loro puntano molto sull’ampiezza e la profondità, mentre il Frosinone è una squadra che ti riattacca immediatamente, che è verticale, che non è lì a far tanto possesso, ma ti crea delle situazioni di gioco veramente pericolose e immediate come squadra nel riattaccarti. Sulle transizioni per noi negative, per loro positive, diventano veramente una squadra difficile a volte da prendere, specialmente sugli esterni dove hanno due attaccanti di grande qualità, specialmente nell’uno contro uno”.
Difesa - “Allora, noi abbiamo sia Tiago che Ndaba con qualche problemino. Diciamo che Tiago non si è allenato. Oggi Ndaba ha fatto qualcosa. Valuterò domattina come sarà il decorso dei postumi di questa botta che ha preso, se riusciamo a metterlo in campo”.
Attacco - “N’Dri non si è allenato per niente. Fatah si è allenato invece oggi in maniera alternata perché ha preso una bruttissima botta sulla tibia, ha messo anche dei punti e stiamo valutando. Lo stesso N’Dri dobbiamo valutarlo domani, sapremo se sarà a disposizione della partita. Anche lui ha avuto un problema a un piede e ci auguriamo che sia una cosa al di là di questa gara, poi di poterli recuperare per le prossime, però questo è un po’ prematuro dirvelo, valuteremo veramente tutto domattina. Oggi sono un po’ preoccupato perché c’ho tante situazioni in corso, più la squalifica di Gaspar, altre piccole cose, è venuto anche l’infortunio sia di Ilic che di Pierotti, me li sono trovati un po’ tutti addosso in questo momento e devo capire veramente qual è la formazione migliore per poter affrontare il Frosinone, sapendo che dopo a seguire avremo anche un’altra gara. Però, focalizziamoci sul Frosinone in questo momento, che credo che sia una partita veramente da prendere con le molle”.
Le soluzioni - “Sto facendo prima di tutto i conti con tanti incastri e tante cose che mi porterebbero a fare sia una partita e poi io la partita non la valuto, come vi ho sempre detto, solo dal primo minuto. Ci sono partite dentro la partita, per quello faccio una valutazione un po’ a 360 gradi per quelle che possono essere anche le soluzioni a partita in corso e sto prendendo in considerazione anche altre situazioni”.
Frosinone - “Ah, innanzitutto faccio i complimenti al Frosinone come squadra e al suo allenatore. Mi piacciono le squadre che hanno una forte identità, che hanno coraggio, che hanno voglia di fare la partita, di non subirla. Per quello, prima di tutto faccio i complimenti a loro, che stanno veramente facendo bene. Ci sarà uno stadio sicuramente difficile perché è uno stadio veramente una chicca, no? Perché è tutto raccolto, c’è la tifoseria che ce l’hai addosso, hanno un grande incitamento, una grande curva. Poi c’è grandissimo entusiasmo, tante piccole cose che sono a loro vantaggio e noi dobbiamo essere bravi a impattare al meglio su questa gara”.
Le insidie - “I ragazzi hanno visto diversi video, sia individuali che di squadra, in relazione a quello che fanno con grande continuità. Ghedjemis è un giocatore che ribalta l’azione con più facilità, con una gamba impressionante, con tecnica, ma lo stesso Kvernadze è molto più incisivo sotto porta perché va anche a cercare il gol. L’altro invece fa un lavoro importante e mette spesso in difficoltà gli avversari, ma favorisce anche la possibilità di fare gol ai propri compagni. Non so quanti assist ha fatto, ma credo che ne abbia fatti diversi in questo campionato, più che gol. Ghedjemis è un giocatore per me completo che merita sicuramente qualcosa in più rispetto a quelle che sono le sue potenzialità”.
Aggregati - “Non verrà nessun Primavera. Io porto i giocatori della Primavera quando penso che possono essere poi utilizzati, non per toglierli agli altri. Il concetto di portare per fare 26 giocatori e riempire la panchina è una cosa che a me non piace. Io faccio questo quando credo in qualche giocatore che possa esserci utile in questo momento e che sia pronto per poter giocare in Serie A. Attualmente non porterò nessuno della Primavera, manterrò quelli che ho cercando di dare forza senza lamentarmi degli infortuni, ma ci sono e ve li ho dovuti riferire per forza e questo ci porta a fare tantissimi ragionamenti in vista anche di questa gara”.
Infortuni e nuove regole - “Non vedo correlazione su questo. Sicuramente c’è più minutaggio all’interno di una gara, solo questo possiamo dire, di tempo effettivo. Sulle regole quello che è cambiato particolarmente è che capisco che non si danno manco i rigori che ci sono più, nel senso vedo veramente delle cose un po’ al contrario nelle scelte che si vanno a fare. Per il resto, a me piace questa tipologia di desiderio di far giocare più le squadre. È ovvio che c’è un limite poi a tutto. Detto questo, per esempio, se porto l’esempio mio, Fatah ha preso una legnata sulla tibia e N’Dri ugualmente sotto il piede, Tiago Gabriel uguale: a volte non sono legate solo al fatto di fare tante partite o più minutaggio, ma possono essere anche scontri di gioco. Vanno divisi un po’, non c’è correlazione a volte con determinati infortuni. Ovvio che si è alzato il livello agonistico generale e ci sta che ci sia qualche scontro in più: il calcio è uno sport di contatto. Ovviamente, permettendo più contatti, possono esserci più queste cose. Sì, ma ne siamo consapevoli. Per quello dobbiamo essere anche più preparati, ma anche pronti a subire determinati tipi di intervento”.
Punti - “Non lo sapevo. Dico che ne volevo vincere di più, non m’accontento. Secondo me è un traguardo relativo, ne avrei potute vincere molte di più sicuramente, però sai, dipende sempre dove alleni, che squadre hai, che potenzialità hai, però il desiderio di volerle vincere c’è sicuramente ancora. Anzi, giochiamo sempre per vincere, non sempre poi il risultato è dalla nostra parte. A volte in questo momento mi accontenterei di sentire anche qualche pareggio in più, perché magari, per fare una battuta, quest’anno noi non abbiamo nemmeno fatto un pareggio. E tante volte certi traguardi arrivano anche attraverso qualche risultato in più. Parliamo di risultati e noi dobbiamo magari lavorare in più su questa cosa qui, di essere un pochino più attaccati, specialmente in certi momenti della gara, al risultato, di essere un pochino più solidi. Penso al primo gol preso con la Juventus, bravi loro nella scelta, ma inaccettabile dal punto di vista dell’attenzione, specialmente nel primo tempo, magari nel finale, perché sapevamo anche, avevamo visto che loro adottavano questa tipologia di finta in tante altre occasioni, in altre partite. L’attenzione: questa è una cosa su cui batto tantissimo e una squadra come noi non si può permettere di non essere attenta”.
Attaccanti - “Credo che prima di tutto bisogna lavorare sulla testa. L’attaccante va supportato, vanno supportati tutti i calciatori, anche quelli che non giocano dall’inizio, a partire magari da Stulic, che può sembrare che adesso sia diventato il terzo attaccante, però lo vedo in allenamento veramente con grande applicazione e determinazione. Voglio delle risposte io e le voglio da tutti, anche dagli attaccanti: chi gioca e chi non gioca per me deve far vedere che c’è e dimostrare che da un momento all’altro può diventare determinante. Ricordiamoci Stulic l’anno scorso, che ha fatto il gol decisivo in un momento importante da subentrato. Per quello io voglio che i miei attaccanti siano pronti e possano determinare anche le loro fortune attraverso i dieci minuti di partita. Per quanto riguarda le scelte di domani ci sono dei dubbi”.
Ritorno da ex - “Ho fatto fatica a tornare a Frosinone perché è come se fosse una ferita ancora aperta quella retrocessione. Non la meritavamo, non la meritava la gente, non la meritava la società, tutti. Per quello che abbiamo mostrato, per quello che ci abbiamo messo dentro, credo che ci sia stata una piccola ingiustizia. Dal punto di vista generale, non mi sono piaciuti quell’anno tanti comportamenti di alcune squadre dal punto di vista professionale, mentre personalmente la mia squadra, il popolo e la mia società di allora, il Frosinone, si sono sempre comportati in maniera dignitosa e seria. Ritroverò tanta gente che sento ancora, a cui voglio tanto bene, sono affezionato. Guarda, mi vengono anche un po’ i brividi a pensarci, perché è stata una di quelle sconfitte che nella vita ti bruciano. Credo che questa sia una di quelle che mi è rimasta veramente addosso per tanto tempo e tutt’ora penso che sia stata una grande ingiustizia”.


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