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DI FRANCESCO SCHIUMA RABBIA: "l'ultimo cartellino 9 anni fa. Marchetti prevenuto, ha condizionato il risultato"

Le parole del tecnico del Lecce nel dopo-partita: ecco l'intervista

27.12.2025 17:31

LECCE - Nel dopo partita di questo Lecce-Como ha parlato con i giornalisti Eusebio Di Francesco, furioso per quanto accaduto nel corso della gara e di come gli episodi arbitrali l'abbiano condizionata.

Ecco le sue parole.

Analisi della gara - “Ci terrei ad aprire la conferenza stampa ricordando quante volte Rocchi in carriera mi ha fatto i complimenti per come so stare in campo, da calciatore e da allenatore. L'ultimo cartellino credo di averlo preso 9 anni fa. Ho detto questo, solo questo, che essere rispettosi ed educati forse non paga, l'arbitro mi ha buttato fuori. Non comprendo come Isaksen se la sia cavata fingendo una gomitata e qui non sia fallo, beh, spiegarsi tutto il resto è francamente complicato. Nel momento migliore abbiamo cercato anche il pari, ma non ci siamo arrivati. L'episodio fa male a livello personale, non ho detto parolacce, non bestemmio, non ho detto nulla: mi è sembrata una scelta prevenuta, un comportamento prevenuto di Marchetti”.

Assenze - “E' ovvio che loro sanno fare un bel calcio, ora resta solo questo di questa partita, anche la differenza tecnica espressa nel corso della gara dalle 2 squadre. Noi invece abbiamo il rimpianto di non averla buttata dentro, di aver fatto 20, 25 minuti nella metà campo del Como nel 2° tempo, quasi una mezz'ora in cui loro sono apparsi in chiara difficoltà. Per il resto vorrei che il Lecce venisse trattato come le altre squadre, vedo allenatori che fanno volare giacche e altro, io vado fuori invece per motivi inspiegabili. Non mi è piaciuto andare fuori per questo”.

Cosa dire ai ragazzi adesso - “Che il 2° tempo potevamo farlo prima, iniziare nel 1° a giocare così, reagire subito anche al gol e all'ingiustizia, invece che mostrare rabbia fine a sé stessa. L'episodio poi resta ingiusto, ha cambiato il corso della gara”.

Stulic impalpabile - “Magari se gli episodi fossero normali nel corso di una gara non staremmo a parlare delle prestazioni negative dei singoli, il giudizio sarebbe su altro. Il vostro ci può stare, le valutazioni noi le facciamo, le sappiamo fare. All'interno dello spogliatoio e con la società sappiamo bene quel che funziona e quel che non funziona”.

Ora punti anche con le “grandi” - “Dobbiamo iniziare a farli, è ovvio, dobbiamo crescere anche in questo. Ci manca qualche punto raccolto anche con i grossi club”.

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