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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





PERUGIA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

GABRIEL - Mai impegnato, riesce nell'impresa di farsi male. Quest'anno sembra fatto con il pongo. Con l'Ascoli qualche giorno fa le prime avvisaglie, si era toccato la schiena dopo una parata in cui si era inarcato. Bah. VOTO 6.

BLEVE - Disperatamente fa perdere tempo a Gabriel per “scaldarsi” un po' prima di entrare, quasi avvertisse un cattivo presagio. Prende un gol in velocità in uscita fuori tempo mentre qualche secondo prima era in panchina a due gradi, al gelo e con la borsa dell'acqua calda addosso. Ci sentiamo di assolverlo, ovviamente non nel giudizio numerico del voto che resta negativo. Ma potrebbe non prendere quel gol se Lucioni facesse il Lucioni. VOTO 5.

CALABRESI - Olivieri lo tiene in gioco lui, alla fine di una partita di tanti calci e pochissime idee. VOTO 5.

LUCIONI - Riesce a farsi “freddare” nello scatto da Olivieri. Bella figura. Con noi non la scampa, come fa spesso in tutte le analisi rabberciate che si leggono in giro. Questa volta per la “vulgata” comune è colpa del povero Bleve, non sua che si fa infinocchiare dal 23enne più lento della storia del calcio moderno. Ripetiamo: fa proprio una bella figura. VOTO 4.5.

TUIA - Alla base ci deve essere qualche masturbazione mentale dello staff di Baroni o dello stesso tecnico per gestire gli impegni ravvicinati: va in diffida Di Mariano e cerca il giallo sino a ché non arriva, va in diffida Gargiulo e cerca il giallo sino a ché non arriva, va in diffida Lucioni e cerca il giallo sino a ché non lo arriva. Queste turbe psichiche delle “rotazioni” che fanno gestire pure i cartellini gialli dalla panchina francamente sono incomprensibili. Turbe psichiche, appunto. Gioca una partita tutta al limite con il chiaro intento di farsi ammonire a ogni contrasto. Ottenuto il risultato gioca normalmente. Ora avrà dieci giorni di lavoro pieno per mettere carburante per la “volata” finale, così le tabelle di Baroni saranno ok. Nel frattempo con il Brescia il tecnico toscano potrà dare libero sfogo alle sue dannate “rotazioni”. Non si gioca a calcio con questo atteggiamento. VOTO 4.5.

BARRECA - Alla fine lo salta anche una lavatrice in modalità “risciacquo”. In condizioni atletiche scadenti. VOTO 4.5.

GALLO - Entra e ci mette vitalità. Fuso in un reattore nucleare con Barreca formerebbe un calciatore vero, di due ne verrebbe fuori uno. Perché quando si tratta di far interagire i suoi piedi…, beh, stiamo freschi. Comunque ripetiamo: è vivace. VOTO 6.

BLIN - Con Hjulmand forma una coppia mediana che supera a pieni voti l'esame. Fa una signora partita, una signora partita. VOTO 6.5.

MAJER - Entra per evitare a Blin un altro giallo nel finale concitato, ma è a pezzi fisicamente. Davvero messo male. Ah, di passaggio un giallo se lo prende anche lui, per non farci mancare niente, sprecando un paio di occasioni da rete. VOTO 4.

HJULMAND - Con il gol nel finale avrebbe chiuso un'altra prestazione da messia, da profeta, da sommo poeta a declamare la “Divina Commedia” in mezzo alle pecore. VOTO 7.5.

RAGUSA - Un ottimo 1° tempo, una ripresa di soli danni. Una catastrofe. VOTO 5.

ASENCIO - Entra e in cinque minuti fa vedere di avere dei numeri da cui partire. S.V.

RODRIGUEZ DELGADO - Segnando almeno una delle due occasioni che si costruisce bene avrebbe certamente “spaccato” la partita, cambiandogli rotta. Questo Perugia una volta sotto avrebbe perso o pareggiato solo in virtù di eventi miracolosi. VOTO 5.5.

LISTKOWSKI - Inconsistente, presenza impalpabile. VOTO 4.5.

HELGASON - Clamorosamente inutile. Baroni lo manda dentro che è una battaglia, una “corrida”, hanno tutti pugnali, bastoni e coltelli nei pantaloncini, mentre lui dall'Islanda si è portato solo orsacchiotti. Praticamente gioca cagato addosso. VOTO 4.

CODA - Lo specialista Chichizola non lo frega, lui angola un destro che per qualche frazione di secondo fa fermare molti cuori e riempire le tasche di molti cardiologi. Il Lecce è lui, lui è il Lecce. VOTO 7.5.

BARONI - Con una formazione intelligente cerca di sottrarsi alla “corrida” di botte e gioco spezzettato che aveva letto con anticipo in sede di presentazione. Poi che fa? Lascia finire il Lecce proprio in questa trappola. I cambi non lo aiutano per niente, anzi, lo affondano. Porta via un punto da Perugia partendo in 9 (ossia con Barreca e Listkowski che non ci sono proprio) e finendo in 8, con la magica intuizione di gettare nella mischia il fantasmino Helgason e i resti mortali di Majer. Un punto in 8 è cosa benedetta. P.S. Pensasse meno a tabelle, quaderni, tiri, pali, ingressi in area e possesso del pallone, e più a farci giocare almeno partendo undici contro undici… Non sarebbe male. Anche perchè a leggere del possesso di palla superiore al Perugia in dieci sul suo Lecce “cultore” della materia “tiki-taka” vuol dire che davvero non ci ha capito un fico secco di questa partita. VOTO 4.



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