"TESTA DI CAZZO" A MANGANIELLO, per CONTE inchiesta federale: rischia la squalifica verso il Lecce
Il tecnico dei Campioni d'Italia ripreso dalle telecamere mentre offende l'arbitro della sfida persa in Coppa Italia
NAPOLI - Rischia una squalifica pesante che potrebbe cadere, tempi alla mano, proprio nel periodo in cui il suo Napoli aprirà le porte del “Maradona” al Lecce, a metà marzo.
Parliamo di Antonio Conte, il tecnico leccese dei Campioni d'Italia “pescato” dalle telecamere a insultare pesantemente l'arbitro Manganiello della Sezione AIA di Pinerolo nei momenti più concitati di Napoli-Como di Coppa Italia, che martedì ha sancito l'ultimo atto anche in questa competizione, dopo la Champions League, per gli azzurri eliminati dal Como dei “miracoli” ai Rigori (finale 7-8 per i lariani).
Conte ha apostrofato il fischietto piemontese con insulti pesantissimi, captati chiaramente dalle telecamere a bordo campo. Oggetto della contesa un cartellino giallo a Ramon del Como per un fallo su Hojlund che Conte riteneva da rosso diretto.
“Ma almeno vai a vedere, no? Testa di cazzo. Almeno vai a vedere, poi se non c'è non è rosso. In Sala VAR tutte queste qui le controlli e poi chiami, qui stavi a 2 metri e non hai visto”, le frasi incriminate di Conte che rischia 1 o 2 turni di stop non dal Giudice Sportivo, dove non è arrivata nessuna relazione sul tema dalla quaterna arbitrale sul campo al “Maradona” né dagli ispettori della Lega Calcio, ma direttamente dalla Procura Federale che in questi giorni ha acquisito tutti gli elementi utili ad aprire una inchiesta.


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