L'ANALISI. RAMADANI, SENZA DI LUI IL LECCE CROLLA: la diga silenziosa ha salvato i giallorossi
Il centrocampista albanese ha chiuso la stagione tra i calciatori di movimento maggiormente utilizzati
LECCE - Il Lecce senza Ylber Ramadani non sarebbe molto probabilmente in Serie A.
In una stagione complicata sotto porta, chiusa con appena 28 reti, un dato migliorato di parecchio solo nel finale di campionato (altrimenti sarebbe stato catastrofico…), il centrocampista albanese è stato la certezza assoluta del sistema di gioco giallorosso.
Più minuti in campo di Barella, Calhanoglu, McTominay, Ederson e tanti altri, 3214 in tutto, 37 partite su 37 da titolare, numeri impressionanti per chilometri percorsi, palloni recuperati, duelli vinti e una presenza costante che ha dato equilibrio a tutta la squadra.
Ma ridurre la stagione del ViceCapitano del Lecce alle sole statistiche sarebbe riduttivo. Ramadani ha tenuto insieme il Lecce, anche caratterialmente, oltre che sporcando le linee di passaggio degli avversari, rallentando o accelerando a seconda della necessità il gioco. Un lavoro spesso invisibile agli occhi di tutti, ma fondamentale per capire come si sia arrivati con un gruppo poco tecnico, molto poco tecnico, a una salvezza così importante.
La scena simbolo a fine campionato, nella notte salvezza. Sostituito con il Genoa nell'ultima mezz'ora, non è rimasto a guardare in panchina, si è piazzato accanto a Di Francesco a dare indicazioni ai compagni, vivendo ogni pallone da allenatore aggiunto. Una fotografia perfetta della sua importanza dentro questo Lecce.
Adesso il club vuole blindarlo ancora. Il contratto scade a fine giugno, ma c'è la clausola di rinnovo automatico a valere del Lecce stabilita al suo arrivo nel Salento. Il Lecce la eserciterà certamente, per poi discutere anche un eventuale rinnovo di contratto.
Anche perché il possibile addio di Falcone apre la strada alla fascia di capitano…


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