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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





COSENZA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da prendere non troppo sul serio…, mi raccomando!

PLIZZARI - La parata su Larrivey non può bastare ad assolverlo. Le avvisaglie della sua inadeguatezza arrivano quando Millico da fuori area sfiora l'angolino mentre lui sta aspettando ancora di vedere partire il pallone (siamo a pochi minuti dal gol del 2-1). Sul vantaggio del Cosenza è indecente: è steso per terra mentre Millico è ancora in fila alla fermata dell'autobus per andare allo stadio. In una parola, come detto, inadeguato. VOTO 4.

GENDREY - Timido, impacciato, senza lo straccio di uno spunto. Dove è finito? VOTO 5.

CALABRESI - Entra, fa un po' di casino, sbaglia una decina di palloni e se ne va. VOTO 5.

LUCIONI - Giocare per quattro lì dietro è complicato, lui prova a tenere a galla una difesa oscena. Fa la sua partita, ma non basta. VOTO 6.

SIMIC - Impresentabile. Almeno ha il merito di mandare in porta Millico con una stupenda sovrapposizione offensiva. Per il cosenza. Mamma mia cosa abbiamo visto… VOTO 4.

GALLO - Ma suo suocero, quando gli apre la porta di casa, non lo mette mai contro un muro per svegliarlo a suon di schiaffi? Ha la fortuna di respirare la stessa aria di calcio di un grandissimo calciatore come è stato Giacomazzi, noi pagheremmo oro, pagheremmo! Eppure non ha imparato niente, neanche nella teoria, nella applicazione, nei movimenti. E' certamente nel pantheon dei calciatori più modesti della storia del Lecce. Larrivey a 37 anni si stacca dai blocchi della zona di centrosinistra e gli mentre lui si sta pettinando o laccando le unghie. Adesso basta, signore. Non è per lui. Certo, diranno e scriveranno di lui quelli intelligenti, “conquista la punizione del definitivo pareggio”. Sì, dopo una partita vergognosa. Vergognosa. VOTO 3.

MAJER - Disseppellito per l'occasione ci si rende conto presto che è in stato di decomposizione. Stava bene al suo posto. Lontano dal terreno di gioco. Il nostro amato guerriero è sparito. Ma che succede, Zan? VOTO 4.

BLIN - Entra in partita come un marziano, assatanato e con il sangue nelle vene, quello che i suoi compagni non hanno dimostrato di avere. Il gol è un bel premio. L'avevamo già scritto dopo lo spezzone con il Brescia: sta continuando a crescere esponenzialmente. VOTO 7.

HJULMAND - Al posto suo ci sarebbero già girati i coglioni e ce ne saremmo andati al mare da un pezzo. Gioca a calcio in mezzo alle salme putrefatte. E' il migliore. VOTO 7.

GARGIULO - Del bel centrocampista che abbiamo ammirato con la maglia del Cittadella neanche l'ombra. La condizione fisica, poi, beh…, la condizione fisica è squallida. Passeggiatore. VOTO 4.

RAGUSA - Bollito. Ex calciatore. Che pena. In giro anche in questo caso leggerete commenti da leccarsi i baffi di “giornaloni” e “giornalistoni”, del tipo “batte la punizione del pareggio di Blin…”. Beh, sì, se prendete un ex calciatore qualunque anche degli anni 50, attualmente sulla sedia a rotelle o in grado solo di calciare da fermo, sarà ancora in grado di battere una punizione scolastica crossando al centro. Se è stato un calciatore lo sa fare anche un 80enne. A noi non ce la dà a bere: calciatore finito. VOTO 3.

STREFEZZA - Fa e disfa, regala a Coda l'assist del vantaggio e a Millico l'opportunità di crossare per la testa di Larrivey, perdendo un pallone micidiale (e non è il primo decisivo a far segnare gli altri…). Comunque mezzo Lecce è lui, visto che quando sparisce nella ripresa si porta con sé nella tomba tutti gli altri. A dieci dalla fine si “mangia” un'occasione colossale, con un piatto destro in area piccola che è un retropassaggio al portiere avversario. VOTO 5.5.

ASENCIO - Entra per prendersi una botta di fischi dal suo ex pubblico e per fare densità in mezzo all'area, dove il Lecce prova a sfondare. Si dimostra utile. VOTO 6.

CODA - I rigori si sbagliano, può succedere. A lui un po' troppo spesso. Gol alla Vieri, da padrone e dominatore. Bellissimo. Peccato con una doppietta avrebbe spalancato al Lecce le porte della prima mini-fuga stagionale. VOTO 6.

LISTKOWSKI - Chiamate gli “acchiappa fantasmi” perchè della sua presenza non è rimasta traccia umana a Cosenza. VOTO 4.

RODRIGUEZ DELGADO - Si muove tanto ma sbaglia un rigore in movimento, sempre perchè nella sua testaccia dura c'è l'idea di togliere le ragnatele dall'incrocio dei pali o di realizzare solo gol sublimi, opere d'arte. A volte Pablo basterebbe anche solo gonfiare la rete. A noi basta, te lo giuriamo. VOTO 5.

BARONI - Un mercato di riparazione fallimentare lo ha messo davanti a responsabilità enormi, ossia centrare un obiettivo con quelli di agosto, ciucchi di fatica, mentre gli altri prendevano Torregrossa, Puscas, Forte, Mancuso, Farias, reintegravano Lapadula e tanti ce li stiamo dimenticando per non farci del maschio. Lui ci mette del suo, con una formazione di partenza sbagliata (Simic, Gallo, Majer, Gargiulo, Listkowski), ma che concettualmente era stata voluta così proprio per far rifiatare qualcuno e approfittare di un avversario “debole” come il Cosenza. Insomma nella sua mente anche con Simic, Gallo, Listkowski e le salme in decomposizione di Majer e Gargiulo picchia un avversario molto ma molto modesto sarebbe stato possibile. Concettualmente rispettiamo l'idea, anzi la condividiamo. Il problema è che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, così il rigo re parato “gira” la partita che diversamente sarebbe andata così in porto anche con giro palla inutile e atteggiamento da gita scolastica dei suoi che è poi durato novantasette minuti. Ecco, su questo no, non possiamo perdonarlo: l'atteggiamento lo impone il tecnico ai suoi uomini e lui è in una fase “molle”. Molto “molto”. Fuori le palle, mister, basta quadernini con le statistiche, numerini, percentuali di possesso del pallone. Il tuo e il nostro mister Mazzone questi sedici invertebrati li avresti messi al muro. Inizia anche tu. VOTO 4. non possiamo perdonarlo: l'atteggiamento lo impone il tecnico ai suoi uomini e lui è in una fase “molle”. Molto “molto”. Fuori le palle, mister, basta quadernini con le statistiche, numerini, percentuali di possesso del pallone. Il tuo e il nostro mister Mazzone questi sedici invertebrati li avresti messi al muro. Inizia anche tu. VOTO 4. non possiamo perdonarlo: l'atteggiamento lo impone il tecnico ai suoi uomini e lui è in una fase “molle”. Molto “molto”. Fuori le palle, mister, basta quadernini con le statistiche, numerini, percentuali di possesso del pallone. Il tuo e il nostro mister Mazzone questi sedici invertebrati li avresti messi al muro. Inizia anche tu. VOTO 4.



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