IL TEMA, IL RICORDO. Come è cambiata la vita dei fedelissimi di ZEMAN
Ecco un tema che solleticherà i ricordi e i dolci pensieri di tanti tifosi giallorossi
LECCE - La stagione 2004/2005 del Lecce è rimasta nella memoria per due cose molto precise: una valanga di gol segnati e una fragilità difensiva quasi costante, che trasformava ogni partita in un’altalena. Era normale vedere il Lecce passare in pochi minuti dall’entusiasmo a una fase di sofferenza, perché l’idea di Zeman chiedeva ritmo alto e transizioni continue.
I numeri raccontano bene quel paradosso: la squadra chiuse a metà classifica con un attacco da 66 gol e una difesa da 73 gol subiti. In un contesto del genere, non contavano solo i nomi più luminosi. A reggere davvero la “giostra” furono anche figure meno celebrate, come Sicignano, Rullo e Cassetti, ciascuno con episodi e scelte di carriera che meritano un aggiornamento.
La storia dei giorni passati: ci sarà un seguito?
Il 4-3-3 di Zeman richiedeva ai difensori di correre come esterni, agli esterni di attaccare in profondità e ai centrocampisti di coprire spazi enormi. Quando una squadra gioca in questo modo, i giocatori secondari diventano decisivi, perché entrano in campo nei momenti in cui l'equilibrio è già compromesso e occorre una scelta chiara, piuttosto che una sostituzione “gestionale”. Anche al di fuori del calcio, chi è alla ricerca di adrenalina tende a preferire le decisioni rapide.
Slot machine, scommesse o giochi di carte: ognuna di queste opzioni è in grado di fornire la stessa tensione di una partita importante in trasferta. La ricerca del casinò giusto può essere paragonata all'allenamento, perché il risultato senza una preparazione preliminare sarà sicuramente discutibile.
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In questo contesto, i seguenti giocatori meritano particolare attenzione: Vincenzo Sicignano, Erminio Rullo e Marco Cassetti. Hanno lasciato un segno evidente nella stagione 2004/2005, per poi costruirsi carriere interessanti, spesso lontane dai riflettori, ma ricche di momenti chiave.
Fasce che bruciano: Rullo e Cassetti, due carriere cambiate sul campo
Erminio Rullo fu il terzino sinistro “da Zeman”: corsa continua e presenza alta. Il momento chiave resta Lecce-Livorno (5 dicembre 2004), 3-2. Rullo segnò l’1-1 con un tiro da fuori, episodio che mostra quanto i terzini dovessero attaccare come aggiunti agli esterni. Nel 2007 arrivò la tappa a Napoli, in un gruppo costruito per salire. Rullo portò minuti e solidità, poi proseguì tra diverse piazze mantenendo lo stesso profilo: affidabile, fisico, sempre pronto a reggere ritmi alti.
Marco Cassetti, invece, cambiò ruolo e carriera. Zeman lo trasformò da centrocampista a difensore senza togliergli l’istinto d’inserimento. L’immagine più netta è Roma-Lecce (22 settembre 2004), 2-2: gol allo stadio “Olimpico” e, in quel periodo, anche la prima convocazione in Nazionale. Dopo Lecce passò alla Roma e vinse la Coppa Italia 2006-07, la Coppa Italia 2007-08 e la Supercoppa 2007. Chiusa la carriera da giocatore, è rimasto nel calcio con ruoli tecnici e di formazione, lavorando più sulla continuità che sulla visibilità, adesso è Collaboratore Tecnico del super Como di Fabregas.
Armatura di squadra: quelli che hanno dato carta bianca agli attaccanti
Vincenzo Sicignano ha vissuto il 2004-2005 nei panni di un portiere “sempre sotto tiro”. Con una squadra che spesso rimaneva senza difesa, non c'erano pause. Arrivavano tiri dalla distanza, secondi palloni e uno contro uno dopo aver perso palla. In un campionato che si è concluso con 71 gol subiti, la sua firma non era la norma.
Aveva la capacità di strappare punti agli avversari nei momenti più difficili, soprattutto grazie ai rigori parati, quando la partita rischiava di sfuggire. Accanto a lui, tra i “secondi piani” che sostenevano il sistema, merita una menzione anche Lorenzo Storini. Ha giocato molto in quella stagione e, come difensore centrale, si è spesso trovato in difesa aperta.
Un episodio che conferma il valore di Sicignano al di là delle semplici narrazioni è avvenuto poco dopo: nell'ottobre 2005 Lippi lo ha convocato come terzo portiere per la partita Italia-Moldavia allo stadio “Via del Mare”. Non è stata una “storia romantica”. Era un chiaro segnale che, anche in una squadra sbilanciata, alcune qualità erano state riconosciute. Dopo il ritiro dallo sport, il suo percorso è rimasto lo stesso: allenatore dei portieri, con tappe a Palermo ed Empoli, fino allo staff della Bologna dal 2024. È la continuità di chi ha costruito la propria carriera sui dettagli.
Breve ricordo dei titani della stagione 2004-2005
Abbiamo seguito il percorso dei giocatori meno noti, ma cosa è successo alle vere stelle di quella “Zemanlandia”?
Mirko Vučinić ha fatto il salto definitivo: dopo il Lecce è passato alla Roma e poi alla Juventus, vincendo trofei e giocando stabilmente ai massimi livelli, adesso è addirittura Commissario Tecnico del Montenegro.
Valeri Bojinov, altro nome simbolico di quel periodo, ha continuato la sua carriera in Serie A e nei campionati esteri, compiendo passi importanti prima di una carriera più nomade.
Javier Chevantón, ex leader del Lecce, rimane ancora nella memoria come uno degli attaccanti più decisivi dell'era moderna dei giallorossi, la cui carriera lo ha portato in Spagna e in Francia prima di tornare in Italia e stabilizzarsi a Lecce, anche da tecnico del settore giovanile.


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