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PARLA TRINCHERA: "gli addii di CORVINO e MENCUCCI? Il Lecce sa andare avanti"

Il DS giallorosso fa il punto dopo la vittoria sul Monza e per la 1° volta parla anche degli addii eccellenti in casa Lecce maturati in questi mesi

16.09.2026 12:06

LECCE - Il successo sul Monza ha rimesso il Lecce anche numericamente sul cammino salvezza, dopo le sconfitte sconfortanti con Roma e Cagliari.

A fare il punto in casa giallorossa, sul mercato appena concluso, su qualche “partita” ancora aperta, sulle prospettive stagionali e per la 1° volta anche un po' più nel dettaglio sui “casi” spinosi Corvino e Mencucci è stato in queste ore il DS giallorosso Stefano Trinchera.

Ecco le sue parole, tema per tema.

Monza - “Partita difficile, spigolosa, per noi molto attesa dopo queste ultime prestazioni negative. Lo spirito è stato quello giusto, abbiamo dato l'ennesima risposta, il gruppo ha mostrato la ‘fame’ che ci era mancata in queste sconfitte”.

Dopo l'ennesimo gol di Tiago Gabriel - “Non ho ricevuto sms di estimatori del giocatore. Con il suo entourage abbiamo fatto un patto chiaro, a mercato chiuso massima concentrazione sul campo, poi di mercato parleremo quando serve”.

Un pensiero sugli addii di Corvino e Mencucci - “Abbiamo solo preso atto di 2 volontà, il Lecce sa come andare avanti con le sue gambe. Noi rappresentiamo la passione di tanti tifosi, siamo concentrati sul lavoro, ci mettiamo le nostre professionalità e conoscenze, poi alla fine resta il Lecce, pure senza di noi. La Serie A è durissima, noi ci siamo, il club è pronto a tutto per salvarsi”.

Di Francesco - “Il tecnico non l'ho scoperto mica io, aveva soltanto una etichetta negativa addosso. Aveva sempre lavorato bene senza raccogliere nulla, sempre all'ultima giornata. A Lecce è arrivata la sua impresa in questo senso, ha dimostrato tutto il suo valore e lo farà ancora”.

Mercato sempre con un occhio internazionale - “E' una attività dispendiosa ma ci tocca, girare in lungo e in largo per trovare soluzioni. Vedere poi che tanti dei nostri vanno in Nazionale è un orgoglio, vuol dire averci visto giusto sulle qualità di qualcuno”.

Falcone - “Lo conosco molto bene, l'ho portato a Cosenza qualche anno fa. Probabilmente ha ricevuto meno attenzione a livello calcistico di quella che avrebbe meritato. Egoisticamente a noi va bene, ce lo teniamo per noi e ce lo godiamo”.

Arbitraggi - “Per me il nuovo metro è la strada giusta, anche se non bisogna esagerare, a volte si inizia a contare sui portieri quando non hanno nemmeno ancora finito la presa. Credo che però in generale questi correttivi migliorino la qualità del calcio e del campionato”.

Attaccanti - “C'è Stulic, c'è un elemento talentuoso come Geubbels su cui abbiamo investito tanto, un giovane interessante come Esteban. Fa alzare l'asticella a tutti questa situazione di concorrenza, abbiamo tantissime soluzioni, compresa quella Monteiro. E' presto per giudicare lo svizzero, le metodologie di allenamento, il ritmo di gioco e le soluzioni sono diverse rispetto all'Italia. E' uno che ha fatto bene ovunque, non abbiamo timori”.

Stadio ammodernato - “Sono nato e cresciuto in quello stadio, ogni tanto penso anche al cammino che ha fatto e che abbiamo fatto con lui. Siamo gli unici al Sud ad avere una struttura che sta crescendo con noi, clamorosamente. Ottenendo un'altra salvezza saremo ancora più rilevanti nel calcio italiano, anche in termini di strutture”.

“Caso” Banda - “E' stata davvero una cosa inaspettata, un fulmine, ha creato molta turbolenza. Banda spostava i nostri equilibri, oltre a essere una risorsa economica. Abbiamo l'appoggio delle istituzioni nazionali del calcio nella nostra battaglia, credo e spero che per non distruggere la credibilità del sistema questo varrà anche a livello internazionale. Resta il fatto che non ci aspettavamo un atteggiamento simile e improvvisamente cambiato da chi da noi ha avuto tanto”.

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