Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio
Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere
LECCE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!
FALCONE - Una parata esaltante su Ferguson, poca reattività sul pallone che crea l'angolo del raddoppio della Roma. Sul gol sempre dell'irlandese il tiro è troppo con l'effetto sorpresa, pur essendo centrale, per addebitargli altre colpe. E comunque farlo nel suo caso sarebbe un delitto di lesa maestà. VOTO 5.5.
VEIGA - 90 minuti a contenere. Male tra l'altro. VOTO 4.
GASPAR - Sul vantaggio della Roma dorme in piedi, poi si esibisce in altre scorribande lasciando dei buchi enormi che la Roma non riesce a riempire per ammazzare prima la partita. Giornata decisamente negativa. VOTO 4.
TIAGO GABRIEL - Vince ogni duello aereo con Dybala, ma questo risultato l'avrebbe ottenuto anche sua nonna. Perde tutti i duelli palla per terra dove il Campione del Mondo argentino lo manda all'ospedale con giramenti di testa di una certa importanza. VOTO 4.
GALLO - Nuovo Record Olimpico di palloni persi, ogni 10 toccati almeno 7. Partita raccapricciante. VOTO 4.
KABA - Raramente si è visto aggirarsi per il “Via del Mare” uno così scarso. Bisogna dirlo. Scarso. Corvino l'ha pagato 3 milioni di Euro. 3 milioni di Euro. Se l'intenzione è quella di farci ammalare al fegato facendolo giocare per recuperare qualche spicciolo in più del suo attuale valore di mercato prossimo allo zero ce lo facesse sapere, ci faremo promotori di una raccolta fondi tra tutti gli abbonati del “Via del Mare”. Lo ristoriamo noi il disastrato bilancio societario del Lecce se il problema sono 3 milioni di Euro di minusvalenza. Basta che non ci ammaliamo. Impresentabile. VOTO 4.
HELGASON - Probabile ultima in giallorosso. Lo ricorderemo per sempre con un calcio di punizione che sistema con cura per il cross in area e con cui intende deliziarci prima dell'addio: il suo lancio finisce sulla dismessa pista d'atletica della Curva Sud. Era “il nostro futuro”, arrivato tra squilli di tromba, è destinato a lasciare il Salento su un cargo battente bandiera liberiana. VOTO 4.
RAMADANI - Ciucco di fatica delle ultime maratone ravvicinate, paga più di tutti essendo un corridore. Quasi mai lucido, quasi sempre casinista. VOTO 4.5.
GORTER - Quando entra tutti gli adulatori del “caudillo” di Vernole si tirano fuori il membro masturbandosi vistosamente. Un altro fenomeno è servito sul piatto. In realtà si muove bene, recupera 2 palloni ma ne perde anche 1. La strada è lunga, ma per i pipparoli è tutto grasso che cola. VOTO 6.
MALEH - Il migliore del Lecce, prova a piantare fiori nel deserto ma i risultati si vedono, seccano subito. Sa trattare il pallone, non è un soldatino che dice sempre “signorsì” e sa dire di “no” quando gli propongono cervellotiche spalmature di ingaggio per andare via (come accaduto negli anni dell'esilio a Empoli). Insomma, è un pessimo elemento per la rosa tecnica di questo Lecce. VOTO 6.
BANDA - La solita frenesia, i soliti palloni dimenticati per strada e il solito ingiustificato egoismo. Più per terra che in piedi, a reclamare falli che non gli darebbe neppure il parroco all'oratorio, pure lui gli direbbe di alzarsi e smetterla con queste commedie. VOTO 4.
KONAN N'DRI - Entra “accendendosi” bene in un paio di sgasate sulla fascia, offre un assist da spingere in porta a Pierotti, poi si intestardisce che la vuole risolvere da solo. Pure lui più per terra per prati che in piedi. VOTO 5.5.
CAMARDA - Un'altra ora abbondante di gioco a nascondino. Vince quasi sempre lui. VOTO 4.
STULIC - Con quei ferro da stiro al posto dei piedi entra per finire di uccidere i 22mila del “Via del Mare” che da questa mattina sono in fila davanti alle sedi del Partito Radicale per iscriversi e consegnarsi all'eutanasia. VOTO 4.
SOTTIL - Sinistra, destra, sinistra di nuovo, lo mettono ovunque ma non serve da nessuna parte. La sua autonomia fisica a gennaio è arrivata a 55 minuti. Per Natale prossimo è pronto, glielo stiamo ricondizionando atleticamente alla Fiorentina. VOTO 4.
PIEROTTI - “Per tornare sul mercato dovrei andarci per trovare uno meglio di Pierotti. E dove lo trovo ora uno meglio di Pierotti”? Che cosa puoi dire davanti ad affermazioni simili? Verso gli 80 anni si è soliti mettersi davanti al caminetto coi nipotini intorno a guardare il fuoco e raccontare le favole di Vlahovic, Vucinic, a guardare i murales di Chevanton, di Ledesma, ma anche di Vitale, Rutzittu, Esquerdinha, Sadotti, Casanova, Biliotti, Coqu, Fissore, Mateo, Pellicori, Billy, Superbi, Winklaar, Laspalles, Dalmat, Eremenko, Marianini, Azor, Dermaku, Zuta, Listkowski, Nikolov, Stepinsky, Yalcin, Plizzari, Barreca, Bjarnason, Simic, Frabotta, Faragò, Asencio, Brancolini, Cassandro, Ceccaroni, Lemmens, Askildsen, Bistrovic, Voelkerling Persson, Borbei, Viola, Touba, Faticanti, Smajlovic, Corfitzen, Addo, Bonifazi, Pelmard, Sala, Esposito, Daka, Denis, Winkelmann, Bagallo' Sans, Hasa, Marchwinski, Herceg, Zivanovic, Stanciu, Kozarac, Calame, Regetas, Sarubbi, Delle Monache, Sakho, Nohr, Jazic, Motta, Cavalletti, Samek, Amauri Junior. VOTO 4.
DEL ROSSO - Con Di Francesco si buttano pure loro sulla comicità, con 2 con lo stesso piede sulle fasce, cambiati con 2 con lo stesso piede sempre su 2 fasce. Tecnicamente la loro rosa è davvero una banda di scappati di casa. VOTO 5.


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