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LA STRAZIANTE RICOSTRUZIONE: l'investitore di "ALDINO" aveva appena preso un amaro con il padre. Fuori dal locale gli ha ucciso il figlio

A processo emergono incredibili coincidenze e scherzi brutali del destino sulla fine di Aldo Gjoka

17.11.2023 11:56

LECCE - Emergono retroscena shock dal processo per omicidio stradale ai danni di Rezerat Turku, al volante della Jaguar che ha spezzato la vita di Aldo Gjoka, 29enne leccese, per tutti gli amici “Aldino”.

In aula l'imputato ha ricostruito le ultime ore prima del tragico impatto, trascorse in un ristorante di Torre Specchia, dove avrebbe casualmente cosciuto il padre di “Aldino” con cui avrebbe scambiato 4 chiacchiere dopo pranzo davanti a un amaro incuriosito dall'accento albanese come il suo.

Uscito di lì Turku, un 44enne albanese che da anni si è stabilizzato nel Salento, avrebbe poi travolto la moto di “Aldino” lungo la Litoranea Otranto-San Cataldo, correndo a 120 all'ora in un tratto a 50 chilometri orari di velocità consentita, tra l'altro sotto effetto di stupefacenti.

Una tragedia nella tragedia, un destino beffardo e amaro che ha tolto a centinaia di amici Gjoka, molto conosciuto tra i giovani delle comitive leccesi dei quartieri Castromediano di Cavallino e la periferia della città capoluogo.

Per omicidio stradale, “purtroppo” per la legislazione italiana, la pena massima è di soli 7 anni. Con tutte le attenuanti del caso e i benefici per la collaborazione che sta dimostrando in aula l'imputato la pena sarà certamente più mite, più bassa.

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