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CODA, ORGOGLIO LECCESE: "papà piange sempre quando vede a casa il pallone della tripletta a Buffon"

Gli anni di Lecce, il futuro ancora a Cremona, il primo bilancio di una carriera: parla l'ex Lecce

CREMONA - Ha parlato ai giornalisti lombardi al seguito della Cremonese, in queste ore, il bomber Massimo Coda, già protagonista super della Serie B dopo il suo passaggio a stagione già in corso in grigiorosso. Non abbastanza per metterlo in difficoltà, il fiuto del gol ha subito ripreso la strada dell'attaccante di Cava de' Tirreni, un protagonista assoluto con la maglia del Lecce e primo giallorosso a vincere un titolo di capocannoniere in Serie B. Ecco le sue parole.

Bomber di B - “E' un soprannome che non mi dispiace, perché dovrei vergognarmi di qualcosa. Ci spero sempre nella Serie A, altrimenti anche a 35 anni non avresti fame di niente, ma quando ci sono andato mi sono sempre sentito trattare diversamente, non da protagonista. Non mi va a genio. Qualche anno fa ci pensavo di più e ci rimanevo male, ora va benissimo essere considerato bomber di B”.

Lecce - “Le annate a Lecce sono state le più belle della mia vita, a Lecce sono legati i ricordi più belli della mia carriera. La tripletta a Buffon è un ricordo bellissimo, in campo mi sembrava di sognare, dicevo ai compagni di prendermi a pizzicotti così se fosse stato un sogno mi sarei svegliato. Una partita a senso unico, dominata 4-0 nel 1° tempo. Quella sera tutta la mia famiglia era scesa a Lecce, nemmeno a farlo apposta. Il pallone della tripletta papà l'ha conservato in bella mostra a casa, lo guarda ancora e piange”.

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