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SORPRESA CONTE ALL'UNIVERSITA': "vado spesso all'allenamento del Lecce per aggiornarmi, vi spiego perché"

Le parole dell'ex centroampista giallorosso di fine anni Ottanta, ora affermato tecnico (svincolato)

LECCE - L'ex tecnico tra le altre di Juventus, Inter, Chelsea e Tottenham Antonio Conte è stato ospite in mattinata dell'Università del Salento dove ha relazionato sulla mentalità vincente per gli allenatori di calcio.

Nel suo intervento, sollecitato sui temi più vicini alle sue origini salentine, Conte si è espresso anche con delle rivelazioni fuori tema, eccole.

Costante aggiornamento tecnico, anche… giallorosso - “D'Aversa è un mio amico, sta facendo bene, ha molto entusiasmo addosso, voglia di far bene e di far giocare la squadra. Si vede la preparazione della gara, quando il Lecce gioca. Sono andato spesso a vedere degli allenamenti del Lecce, vedo un bel gruppo, voglia di lavorare nella direzione giusta”.

Motivazioni - “Perché sono andato agli allenamenti del Lecce? Ho ricambiato la visita, D'Aversa tante volte è venuto a studiare il mio lavoro al Tottenham e per me è stato un piacere vedere allenare la sua squadra”.

Dialetto leccese - “Quando mi arrabbio mi rivolgo in dialetto spesso, a volte sbaglio, anche perché così non mi capisce nessuno. A casa poi sono poco leader, rispetto al calcio, mia moglie ha un rapporto più stretto, diretto e frequente con mia figlia. Io entro solo a gamba tesa quando vedo che le cose non vanno come devono andare”.

A chi vuole fare il mister - “Mettetevi in gioco, accettate le sfide, sappiate che si fallisce, si deve ripartire, cambiare panchina o progetto e ricominciare, guadagnare risultati migliori, sudarseli”.

Passato da calciatore - “Non avrei mai pensato di fare 13 anni di Juventus e di diventarne capitano. Fascetti e Mazzone mi avevano insegnato il bastone e la carota, Trapattoni è stato la chiave per restare alla Juventus così a lungo. Sono arrivato nel 1991 dal Lecce, la mia città e la squadra dove sognavo di giocare da bambino, alla prima partita ho sbagliato tutto e hanno segnato gli avversari (Juventus-Monaco 0-1) su un retropassaggio fatto male a Tacconi. Torino non è stata facile, a Lecce era tutto facile, era casa mia, ma Trapattoni mi ha rialzato sempre dagli errori, e anche io ne ho fatti”.

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