Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio
Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere
LECCE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!
FALCONE - Colpevole su entrambi i gol, sul 1° dorme sonni beati incollato alla linea di porta, sul 2° la lettura di una casistica di un milione di tiri in porta che arrivano da quella parte presuppone 999mila e 999 volte che il pallone finisca sul palo lungo. Non occorre nemmeno essere portieri per saperlo. Male, tutto male. VOTO 4.
VEIGA - Un altro dei predestinati di Corvino si nota solo per le assenze. Le scorribande di quelli vestiti di bianconero dalla sua parte lo mettono al muro. Devastante. VOTO 4.
TIAGO GABRIEL - Deve chiudere per sé, per Gaspar che dorme, per Veiga e Gallo che non chiudono. Condottiero in mezzo al mare in burrasca e con la nave piena di buchi. Poveraccio. VOTO 6.
NDABA - Entra per l'infortunato Tiago Gabriel e udite udite non sfigura per niente. VOTO 6.
GASPAR - Con Banda la linea buonista e vittimista della società non ha pagato (ricordate il rosso diretto di Lecce-Parma?), lo zambiano alle coccole e ai piagnistei in sua difesa ha saputo rispondere facendo “marameo” a Sticchi Damiani e soci. Vedremo cosa sarà tirato fuori dal cilindro per pesare e valutare il colpo di genio dell'angolano che prima vede uscire Tiago Gabriel per infortuno e poi decide di affossare definitivamente i prossimi 10 giorni del Lecce con un gesto senza senso e da ignorante puro. Maresca non è il massimo dell'empatia, sarà anche vero, ma un giocatore di 3° Categoria ieri sarebbe stato capace di gestire meglio questa reazione. Da multare. Sul gol del vantaggio della Juventus che ha deciso di fatto la partita tra l'altro aveva già fatto il suo solito figurone. VOTO 4.
GALLO - Per mezzo mondo fa un partitone. Noi siamo incompetenti e quindi umilmente rileviamo che Spalletti appena annusato della sua inadeguatezza gliene mette addosso a 2 alla volta. Come si fa al calcio al parco, ai giardinetti: “andiamo tutti da quella parte che quello è scarso”, l'ordine del bambino più bulletto. Probabilmente è rimasto solo lui al mondo a non capirlo… Per completare la serata tiene in gioco tutta la Juventus e anche il pullman nel parcheggio in occasione del gol che spezza l'equilibrio. Insomma, solita partita da uomo decisivo. VOTO 4.
KABA - Si fa in quattro, lotta tanto, ma impone al centrocampo del Lecce una velocità di pensiero che è così bassa che non può produrre nulla. Fa tutto troppo lentamente per il calcio moderno. VOTO 5.5.
SIEBERT - Meglio da mezz'ala, esterno d'attacco e seconda punta di tanti altri… VOTO 6.
NGOM - Si guadagna una sufficienza stiracchiata governando un centrocampo sperimentale e dove lui nel complesso non fa malaccio. Vince e perde duelli, perde e vince. Non è bocciato. VOTO 6.
MALEH - Soltanto un uomo inseguito e distrutto dal pregiudizio tanto quanto accompagnato da una schiera di servi poteva andare in giro a prendere per il culo senza rispetto una piazza intera raccontando che Pierret sarebbe diventato (testualmente) “il più forte centrocampista del campionato italiano” mentre il marocchino veniva impacchettato e mandato in giro per l'Italia ogni estate. E' il migliore in campo del Lecce, Gatti buttandosi a corpo morto salva la Juventus e gli nega anche il gol. Partita totale. VOTO 7.
FATAH - Si vede che non è serata quando prova 2 dribbling e va a sbattere senza neanche che gli juventini si spostino, auto-fermandosi. Poi ha un problemino fisico e non ne esce più. VOTO 5.
MONTEIRO - Ha sempre quella cavolo di aria per cui ti sta facendo un favore anche solo ad esserci, ma questa volta entra meglio in partita e si rende pericoloso. L'impressione è che abbia dei problemi di autonomia fisica, nel finale stoppa un pallone e si muove in una azione con la fatica di uno che ha addosso 120 minuti coi supplementari compresi. Ed era lì da 10 minuti… VOTO 6.
GEUBBELS - Il “Vate” di Vernole aveva 2 nomi sul taccuino l'estate scorsa, 2 identikit per i prossimi sobri murales casalinghi: questo paracarro francese e Stulic. Dopo essersi “regalato” Stulic lo scorso anno ha lasciato in eredità a Trinchera l'agendina dei “miracoli” e subito per onore al maestro il buon DS da Copertino, come San Giuseppe, si è messo a volare per la Francia per averlo. Fortissimamente nostro. Impresentabile in un contesto di Serie A. VOTO 4.
ESTEBAN - Ha fiutato che l'aria è per sé, quindi aizza la folla e scatena l'entusiasmo represso di 27mila orfani di un attaccante da una decina d'anni. Per il resto, al netto di questi atteggiamenti alla novello Rodriguez Delgado, c'è tanto da lavorare. Comunque “leggerino” per la Serie A, ha una buona occasione ma cerca il gol d'autore di tacco. VOTO 6.
KONAN N'DRI - Tra i pochi a salvarsi dal naufragio, ci mette davvero tutto senza risparmiarsi mai. E' l'unico a creare scompiglio, vivacità, imprevedibilità di lettura alla difesa della Juventus. Giustamente per questo Di Francesco lo toglie via per mandare all'obitorio la partita con Stulic. VOTO 6.
STULIC - Altro impresentabile certificato, doc. Palloni toccati 2, uno toglie il tempo per il tiro a un compagno messo meglio, l'altro fa ripartire di slancio la Juventus in contropiede. Praticamente è il cambio migliore per Spalletti. VOTO 4.
DI FRANCESCO - Ha visto un Lecce “non inferiore nei 90 minuti alla Juventus”. Ma che vuol dire? Ma lo dice sul serio, ma con chi crede di parlare? Mette una squadra in campo che è soltanto attanagliata dalla paura e dal timore reverenziale verso una banda di morti viventi che faticherà ad arrivare tra le prime 8 del campionato, probabilmente la peggiore Juventus da Del Neri in poi, piena zeppa di infortunati, con 2 fuori ruolo, il nulla atomico (ossia 2 bidoni) in attacco, e riesce comunque a fargli fare 2 reti e a mandarli in controllo pieno della gara sino alla fine. Mister prese in giro. VOTO 4.


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