Cronaca

Muore anche una giovane mamma. NEGAZIONISTI E IRRESPONSABILI hanno portato il virus all'Oncologico? SIAMO A 7 MORTI

Si allunga la lista dei pazienti oncologici contagiati dal virus a Lecce e uccisi in poche ore

LECCE - Siamo a sette morti, sette persone malate oncologiche che non hanno neanche fatto in tempo ad entrare in contatto con il coronavirus e sono morte, subito, in poche ore.

Un bilancio di guerra, un bilancio che richiede l'intervento della magistratura. Perchè non si può prendere il coronavirus in ospedale mentre si è ricoverati e malati di tumore, mentre si è così esposti a malattie tremende, sottoposti a cicli chemioterapici debilitanti per cui già in condizioni normali con un raffreddore si finisce in coma.

Qualcuno dovrà pur dare una spiegazione alla famiglia di una mamma 49enne di Racale, in cura all'Oncologico di Lecce come altri sei prima di lei, positiva al virus dal 3 marzo e morta in Terapia Intensiva al “DEA” in queste ore dopo una polmonite bilaterale fulminante. La settima malata oncologica a cadere con il virus in una settimana.

Questa giovane donna non ha neanche fatto in tempo ad entrare in ospedale per le sue cure anti-tumorali, il 27 febbraio, per prendersi il virus in 4 giorni e morire. Chi ne ha colpa? Chi sta mancando nell'anello di protezione che dovrebbe blindare i più deboli davanti al virus?

Lo dovrà dire la giustizia ordinaria, a cui si sono rivolti i parenti della donna, giustamente, con un esposto-denuncia.

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