"IENI, CUGGHIUNE, IENI" AI TIFOSI, e volevano anche 20mila Euro di danni morali. CONDANNATI 2 GIORNALISTI LECCESI
Dopo aver professato estraneità ai fatti, chiesto danni per decine di migliaia di Euro e ribaltato le accuse, i 2 non hanno fatto neppure ricorso: incassano nel silenzio la condanna
BARI - Il Consiglio Regionale di Disciplina dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia ha condannato a 3 mesi i giornalisti di una testata giornalistica locale on line che si sono resi protagonisti nel finale di gara di Lecce-Como della stagione scorsa (19 aprile 2025) di insulti ai danni di alcuni tifosi occupanti il settore di Tribuna Centrale Superiore Nord, poche file sotto la Tribuna Stampa (VIDEO SOTTO).
Il Consiglio Regionale di Disciplina ha irrogato la sanzione della censura di entrambi i giornalisti per 3 mesi dal 22 gennaio al 22 aprile.
Venuti fuori con video e audio diventati velocemente “virali” con centinaia di migliaia di visualizzazioni, gli incredibili insulti ai semplici tifosi da esponenti della stampa erano stati rimandati al mittente nella ricostruzione dei 2 giornalisti che dalle colonne del loro quotidiano di informazione si erano difesi smentendo ogni comportamento negativo e facendo riferimento a presunte minacce ricevute dai tifosi.
Nonostante tutte queste convinzioni di essere le vittime della vicenda, i 2 cronisti ricevuta la sentenza di 1° grado del Consiglio Regionale di Disciplina dell'Ordine dei Giornalisti l'hanno accettata senza porre ricorso per cercare di continuare a professare la loro innocenza e estraneità ai fatti. Per questo è entrata in via ufficiale nel “casellario delle pene” pubbliche dei giornalisti.
La censura dell'Ordine dei Giornalisti è una sanzione disciplinare per violazione delle norme deontologiche, del decoro e della dignità professionale che comporta la pubblicazione della sanzione sull'Albo per 6 mesi e l'annotazione nel fascicolo personale a potenziale inasprimento della pena in caso di recidiva a vita, per sempre. In questo senso è un provvedimento che pesa tantissimo, non può prescriversi col tempo: anche dopo decenni al 1° nuovo sgarro disciplinare c'è la sospensione dalla professione. Una macchia a vita che non si cancella dalla storia personale e come detto dal fascicolo personale disciplinare.
Anche per questo, in virtù della pubblicità della norma, ne riferiamo a tutela di tutti i lettori dei quotidiani on line salentini e dei tifosi su fatti di pubblico interesse che hanno avuto così tanta risonanza.
Sempre ai lettori riferiamo che in virtù della pubblicazione del video realizzato dai tifosi della Tribuna Centrale Superiore e divenuto di interesse pubblico in cui si verificava manifestatamente il realizzarsi di una notizia, ossia appunto il “reato” disciplinare dei giornalisti, gli stessi 2 personaggi sempre nel tentativo di dimostrarsi al di fuori della vicenda hanno avuto il modo di chiedere alla società editrice di SoloLecce.it 10mila Euro a testa di danni morali, psicologici e legati al loro “prestigio” derivanti dalla pubblicazione del video. Richiesta che ovviamente è caduta nel vuoto in tutte le sedi e non è mai stata presa in considerazione da nessun magistrato.
I 2 sono stati invece condannati in violazione dell'articolo 48 della Legge che disciplina la professione di giornalista: “gli iscritti nell'albo che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale o di fatti che compromettano la propria reputazione e la dignità dell'Ordine dei Giornalisti, sono sottoposti a provvedimento disciplinare”.


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