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PICCOLI, "FAME" DI CONCRETEZZA: "contano i gol, non le partite da titolare. Orgogliosi di questo punto"

Le parole del bomber di giornata del Lecce in Sala Stampa

03.12.2023 16:59

LECCE - Può finalmente gioire, questa volta la Sala VAR gli ha concesso l'opportunità di esultare sotto la Curva Nord, non di rammaricarsi per una gioia strozzata.

Parliamo di Roberto Piccoli che ha deciso questo Lecce-Bologna con il rigore del pari dei giallorossi nel recupero. Si è ovviamente presentato in Sala Stampa a fine gara, ecco l'intervista.

Calcio strano - “Toglie e dà, ogni volta che segni ti devi trattenere, ma questa volta per fermare la gioia non poteva fare nulla nessuno. E' stata una bella emozione, società e città ci trasmettono questa identità di non mollare mai”.

Rigore - “Ero molto tranquillo, anche se Sansone mi ha chiesto se me la sentissi di tirare. Sapevo che era importante ma mi alleno tutti i giorni su queste situazioni, sui calci piazzati, sui rigori, dovevo prendermi la mia responsabilità”.

Panchina - “Io guardo i gol, in campionato o Coppa Italia, quelli contano, non le maglie da titolare”.

Punto che conta - “Siamo stati bravi ad avere la forza di fare quell'ultimo attacco, anche mentalmente. Il punto è quello che conta, la gente si ricorderà di questa partita non per la prestazione ma per il punto”.

Si moltiplicano le cene - “Il rigore l'ha conquistato Falcone, vorrà dire che ci sarà una cena anche per lui oltre che per il mio amico Falcone”.

Dualismi - “Con Krstovic c'è una competizione sana per me e lui, miglioriamo ogni giorno entrambi, decide l'allenatore chi parte dall'inizio, l'importante è farsi trovare pronti”.

Rigore pesantissimo - “E' vero, li avevo tirati solo in amichevole a Empoli o soltanto a livello giovanile. Non ho pensato a niente, solo a scegliermi l'angolo giusto. Ho aspettato che Skorupski si muovesse, è stato bravo e fermo sino alla fine, poi ho scelto”.

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