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FATAH, A LECCE PER FARE TUTTO: "mi piace saltare l'uomo, tirare e fare assist"

Il nuovo esterno offensivo del Lecce si è presentato in conferenza stampa

03.09.2026 19:21

LECCE - Una nuova “freccia” per l'attacco del Lecce.

E' Amar Fatah, in giallorosso in arrivo dal Troyes a titolo definitivo e con un contratto sino al giugno 2029 con altri 2 anni di opzione a valere del Lecce che per lui ha investito poco meno di 1 milione di Euro complessivi di bonus nel tempo per la società francese.

Il classe 2004 svedese cresciuto nell'AIK Solna e passato anche dal Belgio dal Lommel e dal Willem II, ha già “assaggiato” la Serie A nel finale di Lecce-Roma. Ecco le sue parole in conferenza stampa di presentazione, qui in questa ampia sintesi scritta, sotto nella versione video realizzata in conferenza stampa.

Serie A - “E' un piacere per me giocare a Lecce e in un campionato nuovo e così importante, mi sento onorato della chiamata del Lecce. E' una tappa fondamentale della mia carriera, soprattutto andare in campo subito con la Roma è stato importante a rompere il ghiaccio. Ora il mio scopo è fare più presenze e più bene possibile”.

Ruolo - “Mi definisco un esterno offensivo, uno che prova a creare qualcosa per la squadra. Sono bravo nell'uno contro uno, mi spingo tanto in avanti per poi cercare il centro, mi piace sia giocare per i compagni, fare gli assist, che segnare, tirare”.

Di Francesco - “Mi ha mandato in campo facendomi sentire importante, mi ha chiesto di metterci qualità, di provare qualcosa”.

Stadio - “Lo stadio mi ha dato impressioni positive, si sente una atmosfera incredibile, è diverso da tutti i contesti in cui ho giocato”.

Ispirazioni - “Neymar sicuramente, poi Ronaldinho, che seguivo sempre da piccolo”.

Il pre-campionato con Guardiola al Manchester City - “E' stata una esperienza pazzesca, avevo soltanto 20 anni, per me è stato un pre-campionato estivo da ricordare, con sensazioni belle. I consigli di Guardiola? Sentirmi libero, mostrare quel che so fare sempre, sapere quando fare o non fare le cose, scegliere i momenti. Fu un orgoglio fare quella esperienza”.

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