LA LUNGA LETTERA D'ADDIO E POLEMICHE DI VIGORITO: "pagate dinamiche extra-campo"

Sabato 28 Agosto 2021 | Marco Errico | News

LECCE - Seguendo lo “stile” Mancosu, che sembra aver aperto una strada negli addii avvelenati, Mauro Vigorito mette il “carico” a briscola e lascia Lecce parlando di emarginazione non tecnica ma frutto di dinamiche extra-campo.

Ecco le sue parole, che riportiamo per intero per consentire di farvi una opinione.

Vigorito, addio avvelenato su Instagram: la lettera - “Vado via da Lecce a testa alta e orgoglioso di aver contribuito a scrivere una pagina importante di storia di questo club che mi ha regalato emozioni forti che mi porterò sempre dentro come quell'11 maggio davanti a 30mila persone allo stadio e a una città in festa, che in tre anni ha dato a me e alla mia famiglia un grande affetto e dove abbiamo trovato tanti amici che ci hanno fatto sentire a casa! Mi dispiace andar via dopo aver letto e sentito tante falsità sul mio conto perchè sono una persona ambiziosa e competitiva di natura e quando ho capito che a Lecce era stata fatta una scelta tecnica diversa dalla mia (mai contestata e sempre rispettata) ho cercato a malincuore di guardarmi intorno e trovare qualcosa che mi vedesse ancora protagonista e per quasi due anni mi sono sentito legato a dinamiche extracampo che non ho mai compreso ma comunque accettato con massima professionalità aspettando il mio turno e dando il mio contributo quando chiamato in causa, soffrendo da una poltrona in prima fila mentre vedevo scivolare via ciò che avevamo conquistato sul campo. Sarò sempre grato a questa città e ai suoi tifosi per le grandi emozioni che mi hanno fatto provare, così come sarò sempre grato a tutte quelle persone che lavorano nel Lecce quotidianamente da dietro le quinte e che sono state per tre anni la mia famiglia, sempre pronti a regalarmi la massima disponibilità e un sorriso nei momenti più duri. Auguro al Lecce e ai leccesi un futuro ricco di soddisfazioni e spero di aver lasciato un ricordo positivo in gran parte di voi. Grazie Lecce e ad maiora”.