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CORINI LANCIA LA SFIDA: "da qui al 4 gennaio capiremo chi siamo"

Le parole del tecnico giallorosso nell'immediata vigilia di Chievo Verona-Lecce

27.11.2020 11:55

LECCE - Dopo i larghi successi con Entella e Reggiana Eugenio Corini non vuole cali di concentrazione dal suo Lecce nella difficile trasferta in casa dei clivensi. Ecco le sue parole nell'immediata vigilia.

Conferme - "Abbiamo la consapevolezza di essere cresciuti, ma siamo all'inizio del percorso e sarà lungo e tortuoso. Abbiamo dato dei segnali, ora dobbiamo dare delle conferme".

Avversario - "Sarà durissima, difficile. Due stagioni fa erano in A, poi hanno fatto SemiFinale play off e quest'anno hanno cominciato bene. E' una squadra solida, che sa giocare al calcio, che prende poche reti, che ha equilibrio. Il loro 4-4-2 è molto evoluto, lavorano tutti, in fase di non possesso sono molto compatti e quando hanno il pallone fanno dei movimenti tali che creano la superiorità numerica".

Problemi risolti - "Meccariello e Gabriel sono disponibili. Sino al 4 gennaio sarà un periodo importantissim oper noi, avremo quasi completato il girone d'andata e valuteremo cosa siamo in grado di fare. Ci sarà bisogno di tutti in questa fase, servirà l'intera rosa. Ho grande rispetto per gli avversari ma non guardo che posizione occupano in classifica, dobbiamo pensare una partita alla volta, così soltanto si costruiscono i campionati importanti".

Passato indimenticabile - "Ho ricordi importanti con la maglia del Chievo Verona, da calciatore e da allenatore. Lo stesso discorso vale per Lanna, il mio Vice: entrambi siamo legatissimi a tutto l'ambiente".

Il ricordo di Maradona - "Per tutti gli amanti del calcio è stato qualcosa di speciale, di unico, irripetibile. Aveva una qualità e una genialità pari a nessuno. Ricordo che dopo un Napoli-Juventus mi avvicinai per chiedergli la maglia ma lui con l'espressione triste mi disse che l'aveva promessa a Casiraghi. Ho mancato la sua maglia di un soffio ma ci ho giocato contro, sono orgoglioso di essere stato sul suo stesso terreno di gioco. E' fonte di ispirazione in questo sport e continuerà ad esserlo anche ora che non c'è più".

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