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Dall'addio alla banca passando per LECCE, ROMA e BOLOGNA: FENUCCI si racconta. L'intervista

Ecco le parole dell'ex Amministratore Delegato del Lecce

BOLOGNA - Tempo di sosta di campionato e tempo di sviscerare temi che magari a spettacolo in svolgimento non trovano il tempo del giusto approfondimento.

Lunga intervista a Claudio Fenucci, ex Amministratore Delegato del Lecce e attuale uomo “forte” della dirigenza del Bologna. Ecco la sua storia.

Prime esperienze - “L'esordio nel calcio? Con Lecce-Sora, in C1. La settimana dopo c'era già Casarano-Lecce, giocavamo contro Corvino. Lavoravo alla Banca del Salento, mi occupavo di derivati ed ero uno dei più profondi conoscitori di quella materia innovativa in quei tempi, lasciare l'alta finanza per il calcio fu un azzardo grosso, ma è andata bene. Semeraro e Moroni decisero di lanciarmi Amministratore Delegato di quel Lecce, per un periodo mi dividevo tra banca e calcio, poi ho lasciato la banca, se ci ripenso è stata una scelta ‘pazza’, non facile”.

Era Semeraro - “Con un giovane Ventura andammo dalla C1 alla A, non sapevo tanto del mondo del calcio e con il mister parlavo troppo di tattica al lunedì, creandogli un certo fastidio, ma l'ho scoperto solo dopo. Da lì, anche sbagliando, ho capito come restare nel mio ruolo, ma venivo da un mondo diverso, ero giustificato”.

Il dopo-Cataldo - “Mi raccontava il calcio del passato, furbizie e scaltrezze. Era un gigante, capace di portare in A il Lecce per la prima volta. Oramai era a fine carriera con noi, ma ci aiutava a capire il calcio. Passarono un paio d'anni e arrivò Corvino, prima per il settore giovanile, poi per tutta l'area mercato”.

Roma e Bologna - “Semeraro voleva lasciare, oramai tutti i rapporti si erano logorati, non i nostri ovviamente per cui mi chiese se volevo restare nel gruppo e tornare all'alta finanza, ma in quel momento i Sensi stavano vendendo la Roma a Di Benedetto e venni contattato. A Bologna ci sono finito perché volevo cambiare, avevo ancora un contratto con la Roma ma i rapporti societari si erano fatti complessi. Saputo mi fece una buona impressione e firmai per il Bologna”.

Sogno europeo per una piazza storica - “Bologna in Europa? I tifosi devono sognare, sono fatti per sognare. Il lavoro di Thiago Motta sta producendo risultati, vedremo dove arriveremo…”.

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