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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





CROTONE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

GABRIEL - Sino a quando il Crotone crede di essere una squadra di calcio e reagisce al vantaggio immediato del Lecce si fa trovare pronto: respinge una punizione insidiosa ma semi-centrale di Maric, per esempio. Un'uscita a vuoto successiva rischia di complicare tutto, ma Mulattieri in spaccata non ne approfitta. Nel finale sbarra la strada a Zanellato ma i cavalli sono già scappati, siamo sul 3-0. Complessivamente bene. VOTO 6.

GENDREY - Di lotta e di governo, ferma tutti e riparte. In novanta minuti gli scappa via solo Kargbo all'82', dopo una “signora” partita. Sta crescendo. Peccato sembri di cartapesta, se ne va acciaccato. Non finisce una partita in piedi. E' francese, la strada per Lourdes la conosce. VOTO 7.

CALABRESI - Dopo la faticaccia con l'Alessandria e ancora a corto di preparazione si gode Gendrey dalla panchina con la consapevolezza che prima o poi dovrà entrare in campo non appena i muscoli del francesino si saranno squagliati come la cera delle candele. S.V.

TUIA - Meno efficace e scenografico di Lucioni, a volte un po' arrangiato nelle chiusure. Con un “lancione" di questi, da Terza Categoria, offre l'assist a Strefezza per involarsi per il 3-0. Il fallo ingenuo al limite dell'area sull'avversario è la sua specialità, non gli è bastata la lezione con l'Alessandria, affossa pure Maric in posizione davvero pericolosa. Ma gli “gira” bene di nuovo. VOTO 6.5.

LUCIONI - Partita magistrale. Non sbaglia un intervento, neanche a cercarlo con la lente d'ingrandimento. Pulisce sempre l'area, anticipa costantemente Mulattieri. Certo, il ragazzo è carne fresca, deve crescere, ma è pur sempre il capocannoniere momentaneo del campionato. E' il Lucioni che vogliamo. Con Di Mariano il migliore in campo. VOTO 7.5.

GALLO - Prestazione accettabile, pur senza picchi stratosferici. Nel finale prova a ravvivare la sfida con un paio di palloni persi criminali, ma il Crotone è già con la testa al derby di Cosenza, per salvare la pelle dai suoi tifosi, non gli danno retta neanche gli avversari. VOTO 6.

HELGASON - Timido, gioca a nascondino con sé stesso, forse per non prendersi responsabilità di cui ancora non sente la padronanza in un calcio completamente diverso da quello di provenienza. Voto di puro incoraggiamento. VOTO 6.

BJORKENGREN - Minuti nelle gambe per rendersi utile. VOTO 6.

HJULMAND - Anche il suo è un voto di incoraggiamento. Pochissime idee e confusionarie, almeno si mette a fare il difensore aggiunto con qualche chiusura. VOTO 6.

GARGIULO - Firma un assist, lascia intravedere qualità negli inserimenti, è presente fisicamente. VOTO 6.5.

BLIN - Spiccioli per far rifiatare Gargiulo. S.V.

STREFEZZA - Semina Molina e lo lascia al casello senza “Telepass”, per il 3-0 che almeno gli regala un po' di serenità. Qualche bella serpentina, qualche iniziativa personale, pure qualche sbavatura dettata dalla solita voglia di strafare. Questa volta si vede bene anche in fase di recupero del pallone, sacrificandosi in chiusura. VOTO 6.5.

OLIVIERI - Venti minuti per sentirsi utile, come Bjorkengren, ma oramai è successo tutto. Entra che si è finita la polpa della partita. VOTO 6.

CODA - Fa il lavoro “sporco”. Non vede mai una palla buona da scaraventare in porta, è sempre chiuso, seguito, essendo l'unico attaccante è sempre nel mirino. Gioca di sponda. VOTO 6.

DI MARIANO - Una bella doppietta, tanta corsa, una spina costante nella zona però dove il Crotone sembra davvero avere dei problemi gravi e strutturali. Non tolgono il merito al migliore in campo: per farli, i gol, bisogna metterla dentro direbbe Boskov. E lui lo fa. VOTO 8.

RODRIGUEZ DELGADO - Dieci minuti come a Parma, uguali uguali. Quando entra a partita finita sono solo guai: gli fumano le orecchie per la rabbia di non aver giocato, entra in ritardo tre volte cercando disperatamente un fallo sugli avversari. Se ha bisogno del clima da “corrida” per far bene allora in queste circostanze “tranquille” sta bene dove stava: in panchina. Grazie al cielo non becca nessuno nei suoi contrasti in ritardo e non si porta a casa cartellini inutili. Che si desse una calmata, è troppo importante per il Lecce. S.V.

BARONI - Il suo calcio sugli esterni è questo qui, funziona benissimo contro chi ti deve fare la partita (Parma, Benevento, Crotone, eccetera). Gioco verticale, speculativo, contropiede veloce, anestesia totale alle fonti dell'avversario, tutti i mezzi utili per farlo giocare male e aggredirlo. Ok, ma considerando che non allena più la Reggina (con tutto il rispetto per i calabresi dello scorso anno) e che dunque ha più squadre “inferiori” da affrontare che “superiori” al Lecce come pensa di far funzionare questi meccanismi con le altre 15/16 squadre largamente meno competitive del suo organico? Quelle che aspetteranno che sia il Lecce a fare la gara? Tipo Alessandria, Como, per capirci… Attendiamo fiduciosi altre conferme importanti a una prestazione vale la pena dirlo comunque davvero convincente. VOTO 7.



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