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6 ANNI SENZA CAPIRLO, ci pensa De Laurentiis: "Bari è la SECONDA SQUADRA del Napoli". La NORD: "daremo battaglia, via subito"

Le parole del Presidente del Napoli fanno infuriare la piazza biancorossa che ora chiede la cessione immediata della società

BARI - In questi 6 anni sarebbe bastato dotarsi di un cervello pari a quello di una gallina per comprenderlo, di un buon manuale di diritto sportivo, di norme federali, e invece niente: una piazza reduce da un fallimento ha preferito turarsi naso e bocca e fare finta che l'odore di fondo dell'operazione De Laurentiis a Bari non fosse quello lì…

Oggi, improvvisamente, Bari si risveglia inferocita. Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha ferito la società presieduta dal figlio Luigi, definendola in un passaggio di una conferenza stampa “la seconda squadra del Napoli”, quella da cui arriva linfa tecnica vitale per il futuro come Cheddira, Folorunsho, Caprile, eccetera.

Una “gaffe”? Termine sbagliato perché De Laurentiis dopo 6 anni ha semplicemente messo la verità in piazza.

Il figlio Luigi ha pensato di mettere una toppa, dissociandosi con un comunicato, lo stesso De Laurentiis senior si è poi scusato peggiorando la situazione parlando di “società ancor più sana con in pancia due squadre in due diverse categorie”. E già, diverse…, dunque niente Serie A per i “galletti” in condizione di multiproprietà. Confermata la verità dei fatti e quella sostanziale: il Bari è la seconda squadra del Napoli.

Non è bastato neppure lo sfogo del Sindaco Decaro, che ha chiesto scuse ufficiali ben più corpose, ma probabilmente invece basterà a segnare un solco decisivo nei rapporti tra tifoseria e attuale società il comunicato della Curva Nord biancorossa che ha annunciato azioni di protesta molto dure, finalizzate alla “cacciata” da Bari della famiglia De Laurentiis.

Un quadro cupo, con la Serie C a 5 punti e il nuovo tecnico Iachini che dovrà ricostruire l'ennesimo fallimento tecnico, quello dell'inadeguato Marino, sollevato dall'incarico dopo una traversata disastrosa.

Ma bastava aprire gli occhi sulla realtà prima.

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