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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





REGGIO CALABRIA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da prendere non troppo sul serio…, mi raccomando!

GABRIEL - Il tiro del polacco Kupisz non è un granché, lui apparecchia la tavola per Folorunsho che mette a segno il gol che poi sarà decisivo. Il resto è una serie di duetti con Lucioni e Tuia con i piedi, ossia con quei due ferri da stiro che si ritrova. Un generale senso di inadeguatezza lo pervade. VOTO 4.

CALABRESI - Grinta quanta ne vuoi, errori pure. Dalle sue parti la Reggina banchetta, fa Pasquetta. VOTO 4.

TUIA - Meglio del compagno di reparto centrale, un paio di chiusure con i tempi giusti e qualche pallone trattato meglio degli altri tre di difesa. In occasione della rete amaranto affonda con tutta la brigata. VOTO 5.

LUCIONI - Accompagna Kupisz in area per il decisivo vantaggio reggino come un cameriere in guanti di seta ti porta al tavolo del ristorante stellato migliore d'Italia. Prego, si accomodi. VOTO 4.

BARRECA - Pasquetta gratis. Anzi, pagata. Lui non ha fatto 800 chilometri di bestemmie lasciando figli e parenti a casa, altrimenti avrebbe ben altro sangue a pompargli nelle vene. “Dottore, il tracciato è piatto. Possiamo staccare al spina, il paziente è morto". VOTO 4.

GALLO - Entra e fa crescere i rimpianti: mette dentro tanti palloni, corre e combatte. E' il migliore in campo dei suoi. VOTO 6.5.

HELGASON - Quando è il tempo dei duri… i duri iniziano a combattere. Ecco. Quindi non è cosa per lui. Timido. Ai confini del pavido. Prestazione scandalosamente piena di niente. Come si fa a passare 60 minuti senza lasciare una traccia, come si fa? E' una dote, è una qualità misteriosa, è statisticamente impossibile riuscire a estraniarsi da tutto in 60 minuti da un gioco di squadra. Lui ci riesce, campione olimpico di “nascondino”. VOTO 4.

RODRIGUEZ DELGADO - Prima seconda punta, poi ala d'attacco. Quanto è triste constatare come Baroni lo abbia uniformato al resto dei suoi giovani polli da batteria, rendendolo inoffensivo. E' solo colpa sua. VOTO 5.

HJULMAND - Soffre dinamicità e fisicità del centrocampo reggino, anche perchè gli tocca giocare da solo conto tre. Qualche uscita pulita, un “non” tiro grave sotto la porta avversaria, dove preferisce sempre lasciare agli altri l'incombenza di tirare. E non va bene. VOTO 5.

BJORKENGREN - L'avvio è convincente, poi finisce fatto a pezzi dai muscoli del centrocampo avversario. VOTO 5.

GARGIULO - Entra perchè Baroni ha da riempire la tessera “CONAD”, serviva il bollino delle cinque sostituzioni fatte. Non c'è altra spiegazione a dieci minuti dalla fine. Purtroppo il mister è in stato confusionale. S.V.

STREFEZZA - C'è ma non si vede. VOTO 5.

RAGUSA - Corvino l'ha preso in inverno dal carrello dei bolliti. Fortunatamente è quasi finita la stagione. Fortunatamente. Si guadagna un calcio di punizione nel finale dopo aver fatto solo errori e falli. Calciatore finito. E dannoso. VOTO 4.

CODA - E' una di quelle partite in cui potrebbe continuare a tirare per altre dieci ore, non beccherebbe mai la porta. Egoista, trova l'esterno della rete negando il pallone al compagno accanto meglio piazzato. VOTO 4.5.

DI MARIANO - Le sue caviglie trovano pane per i loro denti. I boscaioli della Reggina se lo passano e ripassano riempiendolo di calci. VOTO 5.5.

ASENCIO - Ha sulla testa il pallone giusto per pareggiarla, ma riesce a mancare l'eventualità anche per non correre il rischio di spettinarsi. Anche per lui poche giornate altre nel Salento e poi arrivederci. Inutile agonia. VOTO 4.

BARONI - Non ne prende una neanche per scommessa. Giornata nerissima, sbaglia tutto, dalla formazione titolare ai cambi. Manda in un tritacarne dove servirebbero muscoli e palle i suoi giovani boy scout che a stenti dormono con la luce spenta… Il risultato è un massacro. Offre la rappresentazione plastica del non capirne nulla nei cambi con cui affonda il Lecce con le sue stesse mani. Per infortuni e vicende della gara la Reggina quando esce Amione chiude con una difesa improvvisata, con nessun difensore centrale di ruolo e tanti laterali messi in posizioni di emergenza. Mancherebbero ancora 14 minuti più 6 di recupero. Totale 20 minuti. Niente, il suo Lecce non fa un tiro neanche così. Negli spogliatoi questo fatto non lo racconta…, anzi, non dice neanche una parola su sé stesso. Fatto altrettanto grave. Piuttosto rifletta, perché questa piazza di calcio (vero) ne ha visto e parecchio, non la dà a bere a nessuno. Rifletta. Ha fatto una figuraccia di proporzioni bibliche. VOTO 4.



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