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DI FRANCESCO: "la salvezza si decide all'ultima giornata. Sino agli attuali 22, 23 punti siamo tutti dentro"

Le parole del tecnico del Lecce dopo questo 1-0 subito in casa del Milan

MILANO - In Sala Stampa a “San Siro” al termine di questo Milan-Lecce si è presentato ovviamente il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco.

Ecco le sue parole, l'intervista.

Salvezza complicata - “Sapevamo tutti che il nostro obiettivo si decide alla 38° giornata. E' ovvio che fa dispiacere non aver fatto punti ancora qui, ma fa più dispiacere essersi fatti male da soli, come con il Parma. E' lì che nel breve magari sono venuti a mancare quei punti che ora ci farebbero leggere la classifica anche diversamente. Personalmente non faccio drammi, siamo al lavoro per migliorarci, e noi dobbiamo farlo ancora, ogni giorno”.

Lotta salvezza - “Sappiamo che la Fiorentina ha le potenzialità per uscirne fuori rapidamente, ma sino a chi ha adesso 22, 23 punti siamo tutti dentro e ci sono gli scontri diretti”.

Analisi - “Ottimo 1° tempo, nel 2° ci hanno messo alle corde. Partita simile a quella vista con l'Inter. Noi abbiamo fatto una grande gara difensiva, poi il Milan ha legittimamente alzato la pressione nella ripresa e noi siamo risaliti sempre meno, restando nella nostra metà campo. Sul gol abbiamo fatto 2 errori, abbiamo fatto andare il Milan al cross senza molta opposizione e coi centrali dovevamo andare prima verso la porta, a difenderla al centro”.

Problemi nel creare pericoli - “Abbiamo chiuso col 4-2-4, con tutti dentro, ma al momento quel tutti dentro vuol dire quelli che ho, che sono questi. Rimprovero ai miei soltanto la mancanza di qualche giocata forzata, di qualche pallone buttato dentro per creare situazioni in area. Ecco, ci è mancato quello”.

Stulic e i suoi “guai” anche numerici - “Perde tanti duelli e ripulisce pochi palloni? Non guardo alle statistiche, se controlla male il pallone o non lo ripulisce per far salire la squadra può anche essere colpa di chi gliela dà male, non per forza sua. Dobbiamo essere più coraggiosi e meno scolastici nel fare le giocate, senza stare sempre lì ad aspettare di vivere di 2° palle”.

Camarda e il suo futuro - “Non faccio il dottore né il dirigente, faccio l'allenatore. Ho certamente la necessità o che si riprenda o che ci siano altre soluzioni in attacco, ma sulle dinamiche di mercato decide la società”.

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