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NO, CARLETTO, per noi non finisce proprio niente. Per noi sei immortale. ADDIO A MAZZONE, una terra intera piange IL MIGLIORE

Il Salento piange la morte del tecnico del Lecce più forte di tutti i tempi: se ne è andato a 86 anni

ASCOLI PICENO - Se ne è andato nel giorno in cui inizia il campionato, la Serie A che si era sempre conquistato con le unghie e con i denti, “allenatore di provincia” era la sua definizione. Un po' poco per un grandissimo tecnico a cui si lega in maniera indelebile la storia del Lecce.

Carlo Mazzone è morto nella sua casa di Ascoli Piceno, a 86 anni, con dietro le spalle 792 panchine in Serie A, record assoluto e imbattibile per gli allenatori del calcio italiano.

Romano di borgata, tifoso della Roma ed in seguito allenatore capace di lanciare un certo Francesco Totti nel grande calcio, Mazzone (per dare la dimensione del suo talento sottovalutato) è stato il mentore del tecnico pluricampione oramai di tutto Josep Guardiola, che lo aveva avuto come guida a Brescia.

Nel 2019 l'Ascoli gli ha dedicato la nuova Tribuna Est dello stadio “Del Duca”, dallo stesso anno è nella “Hall of Fame” del calcio italiano.

Da calciatore Mazzone ha vestito le maglie di Latina, Roma, SPAL, Siena e Ascoli. Nelle Marche ha iniziato ad allenare, guidando l'Ascoli del Presidente Rozzi dal 1969 al 1975, dalla C alla A. Poi Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli dal 1981 al 1984, Bologna, Lecce, Pescara, Cagliari, il sogno realizzato di allenare la Roma, il Napoli, il Bologna, il Perugia e il Brescia di Baggio, Pirlo e Guardiola. A fine carriera il ritorno a Bologna e poi un'ultima panchina al Livorno prima di lasciare il calcio.

A Mazzone si legano gli anni indimenticabili di un Lecce super in Serie B e in A, dal 1987 al 1990, con numeri incredibili: una promozione in A, un 9° posto in A (miglior piazzamento di sempre della storia del Lecce) e un 12° posto l'anno successivo.

A Mazzone sono legati a filo doppio i ricordi più esaltanti della storia del Lecce. Senza dubbio. Un territorio intero, possiamo dirlo, lo piange e lo ricorda come il migliore, il migliore di tutti. Ciao Carletto.

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